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Napolitano alla Fiat: “Superare grave episodio”

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Il Capo dello Stato risponde alla lettera inviatagli dai tre operai licenziati a Melfi ed esprime “profondo rammarico” per la situazione. Ora sta all'autorità giudiziaria intervenire e a quella, dice il Presidente, “tutti dobbiamo rimetterci”

Non si è fatta attendere la risposta del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ai tre operai Fiat licenziati a Melfi e poi reintegrati con una sentenza del giudice del lavoro, ma tenuti fuori dal luogo di lavoro per imposizione dell'azienda. “Ci rivolgiamo a Lei, Presidente - hanno scritto ieri i tre lavoratori - perché richiami i protagonisti di questa vicenda al rispetto delle leggi”, chiedendo a Napolitano di intervenire “per farci sentire lavoratori, uomini e padri”.

Nel giro di poche ore la risposta
del Presidente: “Cari Barozzino, Lamorte e Pignatelli, ho letto con attenzione la lettera che avete voluto indirizzarmi - esordisce Napolitano - e non posso che esprimere il mio profondo rammarico per la tensione creatasi alla Fiat Sata di Melfi in relazione ai licenziamenti che vi hanno colpito e, successivamente, alla mancata vostra reintegrazione nel posto di lavoro sulla base della decisione del Tribunale di Melfi”.

“Anche per quest'ultimo sviluppo
della vicenda - ricorda Napolitano - è chiamata a intervenire, su esplicita richiesta vostra e dei vostri legali, l'Autorità Giudiziaria: e ad essa non posso che rimettermi anch'io, proprio per rispetto di quelle regole dello Stato di diritto a cui voi vi richiamate. Comprendo molto bene come consideriate lesivo della vostra dignità 'percepire la retribuzione senza lavorare'".

"Il mio vivissimo auspicio
- conclude Napolitano - che spero sia ascoltato anche dalla dirigenza della Fiat, è che questo grave episodio possa essere superato, nell'attesa di una conclusiva definizione del conflitto in sede giudiziaria, e in modo da creare le condizioni per un confronto pacato e serio su questioni di grande rilievo come quelle del futuro dell'attività della maggiore azienda manufatturiera italiana e dell'evoluzione delle relazioni industriali nel contesto di una aspra competizione sul mercato globale”.

Le reazioni
“Dopo tanto tempo per la prima volta ritorno a vivere. Grazie presidente”. Così Giovanni Barozzino ringrazia Napolitano per aver risposto, “anche inaspettatamente per la velocità”, alla lettera. “Non entreremo neanche oggi in fabbrica ma saremo qui ogni giorno, al turno delle ore 14: ci aspettiamo novità positive per domani”: lo ha spiegato lo stesso Barozzino, insieme a  Lamorte.

Apprezzamento per le parole del Capo dello Stato è stato espresso dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. “Il presidente – ha detto Epifani - mostra ancora una volta la sua grande sensibilità nei confronti del mondo del lavoro”.

“La Fiat ora rifletta sulle parole del capo dello Stato. - afferma Francesco Boccia, membro dell'Ufficio di presidenza del gruppo del Pd della Camera - Il rispetto delle leggi e della dignità dei lavoratori significa soprattutto in questo momento storico non allargare un pericoloso fossato sociale. L'azienda, seguendo le parole di Napolitano, torni ad essere patrimonio del Paese”.

“Grazie al capo dello stato Napolitano e al suo richiamo al rispetto della legge: adesso Maroni faccia il suo dovere, garantendo il reintegro sul posto di lavoro ai tre operai che ne hanno diritto”. E' quanto afferma il segretario nazionale del Prc/Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, in relazione alla vicenda dei tre addetti della Fiat di Melfi.

“La Fiat ascolti il monito che arriva dal Presidente della Repubblica. I tre operai dello stabilimento di Melfi devono tornare sul loro posto di lavoro, come è stato stabilito dalla sentenza del giudice”. Lo dice in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando spiegando che “una grande azienda come quella torinese non può considerarsi al di sopra della legge, aggirando la decisione di un tribunale, né‚ può pensare di calpestare i diritti dei lavoratori previsti dalla Costituzione con inutili atti di forza”.

Fuori dal coro si pone invece il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini: “Le sentenze vanno sempre rispettate – dice il ministro - ma vanno rispettate anche le aziende”. E secondo Gelmini Fiat rispetta la sentenza del giudice del lavoro perché‚ “paga lo stipendio ai tre operai, li fa entrare nello stabilimento, consente loro l'attività sindacale”. E a proposito del loro licenziamento da parte della Fiat la Gelmini aggiunge che “Marchionne è una persona prudente ed accorta” e che “se ha deciso di procedere così avrà le sue ragioni”.



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TAGS fiat napolitano

25/08/2010 09:38

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