Una ventina di dipendenti dell’Andelini – azienda che produce sacchetti di plastica a Mirano, in provincia di Venezia – sono da questa mattina in presidio permanente nella sede periferica della provincia di Venezia a Mestre in via Sansovino. Lo comunica oggi (24 agosto) una nota della Cgil. La protesta, spiega, è stata decisa dopo l’incontro organizzato dagli assessori provinciali alle attività produttive e al lavoro Massimiliano Malaspina e Paolino D’Anna che avevano convocato un tavolo con il liquidatore dell’azienda, la Prefettura, Confindustria, il Comune di Mirano e Filctem Cgil e Femca Cisl.
Nel corso della riunione è emerso che per l’ennesima volta che l’azienda non ha rispettato gli impegni sottoscritti al tavolo istituzionale. La vicenda parte dopo il passaggio tra la storica impresa San Marco Plast alla Andelini, ditta di Ancona che ha rilevato circa otto anni fa l’unità produttiva di Mirano. Pochi mesi fa si passa all’affitto di ramo d’azienda con la Bagherà Italia ditta francese del settore. Il paradosso è che la fabbrica è sempre stata attiva con nutrito portafoglio di ordinativi e un magazzino che tutt’ora è pieno di merce giacente con i clienti che continuano a reclamare. Da sei mesi però la produzione è ferma e i dipendenti senza stipendio.
L’8 luglio è stato sottoscritto un accordo di cassa integazione straordinaria per crisi aziendale per 12 mesi, prosegue il sindacato, e la possibilità per ogni lavoratore di richiedere il dieci per cento netto del Tfr già depositato presso un notaio mestrino. Il tribunale di Ancona a metà del mese di agosto ha ammesso il concordato preventivo richiesto dall’azienda in liquidazione nominando due commissari giudiziali. L’azienda ha depositato in ritardo la domanda di cassa integrazione al Ministero e non ha chiesto al giudice lo sblocco del Tfr.
Da qui la decisione di non abbandonare la sede della Provincia finchè i lavoratori non saranno pagati. Dopo poche ore sul posto è arrivato Roberto Montegner, segretario generale della Camera del Lavoro di Venezia che si è attivato immediatamente con il Ministero del Lavoro per velocizzare l’iter. Siamo ancora una volta al paradosso una azienda con un buon mercato ed altre professionalità viene letteralmente buttata via per incapacità imprenditoriali o per speculazioni. Questa situazione non ha nessuna legittimità ed è una cosa scandalosa dal punto di vista morale”. La Filctem presiederà con i lavoratori la sede della Provincia finchè non ci sarà un incontro risolutivo con i commissari.