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Euroallumina: Cgil, impianti devono riaprire

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“Settecento lavoratori in condizioni gravissime, governo non si sottragga”

La vertenza per la riapertura degli impianti di Euroallumina di Portoscuso in Sardegna “entra in una nuova fase di ridefinizione del progetto ma deve essere chiaro che questo non deve essere inteso come un ‘ennesimo rinvio’ e che Euroallumina deve riaprire: questo è l’impegno che chiediamo”. E’ questo il giudizio della Cgil (Enzo Costa, segretario generale Cgil Sardegna; Salvatore Barone, dipartimento settori produttivi Cgil nazionale; Roberto Puddu, Cgil Sulcis e Francesco Carta, Filctem Sulcis) al termine dell’incontro di oggi presso il ministero dello Sviluppo economico, sul verbale di intesa per Euroallumina di Portoscuso.

“Siamo ad una ulteriore ridefinizione
del progetto per la riapertura degli impianti di Euroallumina di Portoscuso in Sardegna - si legge nella nota della Cgil -. All’indisponibilità di Enel di finanziare un nuovo impianto per la produzione di vapore, necessario per abbattere i costi energetici della multinazionale russa, è stata ipotizzata una soluzione ‘ponte’ per consentire di realizzare nel frattempo gli investimenti necessari al riavvio degli impianti entro i prossimi 18/20 mesi. Si tratta - continua - di una soluzione che prevede temporaneamente un impegno, tutto da verificare, di fornitura da parte dell’Eni di olio combustibile a prezzi particolarmente competitivi per alimentare una apposita caldaia e la costituzione di una nuova società (newco) appositamente creata per la realizzazione dell’investimento definitivo di produzione di energia con utilizzo del carbone”.

All’investimento “strutturale”,
spiega la Cgil, “sono chiamati a concorrere finanziariamente, oltre all’azienda, la Regione Sardegna e il governo tramite i fondi destinati alle aree di crisi. Le variabili perché il progetto vada in porto sono molteplici, a partire dalla effettiva volontà da parte di Eni di fornire l’olio combustibile a prezzi competitivi; per non parlare dei tempi molto lunghi che si prevedono per la riapertura dell’intera azienda”. Per queste ragioni la Cgil ribadisce che “il nuovo progetto non può considerarsi come una sorta di ‘ennesimo rinvio’” e chiede “fermamente che tutte le parti coinvolte nel progetto facciano la propria parte per determinare la soluzione definitiva del problema industriale e occupazionale”.

La Cgil chiarisce, infine, che “Euroallumina deve riaprire: questo è l’impegno imprescindibile che chiediamo. La situazione gravissima che vivono i 700 lavoratori in cassa Integrazione da un anno e mezzo merita di essere risolta seriamente. Il governo non può sottrarsi dalla proprie responsabilità. Ad esso compete innanzitutto mettere intorno al tavolo il più rapidamente possibile tutti i soggetti interessati per arrivare all’accordo definitivo. E’ quanto verificheremo - conclude la nota - nell’incontro previsto per il prossimo 21 settembre sempre presso il ministero dello Sviluppo economico”.

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TAGS eurallumina

04/08/2010 16:42

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