
Edilizia: sindacati, a Bergamo in tre anni persi 3.700 posti
L’edilizia bergamasca è ancora nell’occhio del ciclone e i cantieri languono sotto i colpi durissimi della recessione. È fosco il quadro tratteggiato oggi dai tre segretari generali provinciali dei sindacati di categoria Duilio Magno per la Feneal-Uil, Gabriele Mazzoleni per la Filca-Cisl e Angelo Chiari per la Fillea-Cgil che hanno incontrato, dati alla mano, stampa e tv locali. Lo riferisce la Cgil di Bergamo in una nota.
“In tre anni abbiamo perso circa 3.700 posti di lavoro” ha detto Angelo Chiari, segretario generale provinciale della Fillea Cgil. “Dopo 12 anni di crescita continua, anche il nostro settore è stato colpito dalla crisi. Lo scorso anno, quando abbiamo presentato le elaborazioni dell’andamento del settore, pensavamo che ci sarebbe stata una ripresa in primavera. La crisi, invece, è continuata, colpendo duro anche l’edilizia. Si pensi che nell’ultimo anno cassa, quello in corso e da noi calcolato dall’ottobre 2009 al giugno scorso, erano 500 in meno le imprese iscritte alla Cassa Edile e ad Edilcassa in bergamasca rispetto al periodo ottobre 2007-giugno 2008. Inoltre, quest’anno abbiamo raggiunto quasi un milione e 400mila ore di cassa integrazione richieste dal settore, con un aumento del 210% rispetto a tre anni fa”.
“Ora, sarà difficile che la ripresa arrivi nella stagione naturalmente meno favorevole al settore, cioè quella invernale” ha aggiunto Chiari. “Speriamo in un rallentamento dell’emorragia di perdite in autunno e in una ripresa vera dal marzo prossimo. In questa fase della crisi ritengo di dover richiamare in particolare gli enti pubblici alle loro responsabilità nella gestione degli appalti delle opere: chiediamo serietà nell’affidamento degli appalti. Non è possibile, infatti, che a vincere siano imprese che operano il 30, il 40 o il 50% del ribasso. Quello che sta accadendo è che le imprese virtuose e che rispettano le regole restano sistematicamente fuori dai cantieri pubblici, appaltati al massimo ribasso. Il rischio vero è che dalla crisi riescano a salvarsi solo le imprese che giocano sporco. Ci troveremo con un settore malato e pieno di irregolarità”.
“Ora, sarà difficile che la ripresa arrivi nella stagione naturalmente meno favorevole al settore, cioè quella invernale” ha aggiunto Chiari. “Speriamo in un rallentamento dell’emorragia di perdite in autunno e in una ripresa vera dal marzo prossimo. In questa fase della crisi ritengo di dover richiamare in particolare gli enti pubblici alle loro responsabilità nella gestione degli appalti delle opere: chiediamo serietà nell’affidamento degli appalti. Non è possibile, infatti, che a vincere siano imprese che operano il 30, il 40 o il 50% del ribasso. Quello che sta accadendo è che le imprese virtuose e che rispettano le regole restano sistematicamente fuori dai cantieri pubblici, appaltati al massimo ribasso. Il rischio vero è che dalla crisi riescano a salvarsi solo le imprese che giocano sporco. Ci troveremo con un settore malato e pieno di irregolarità”.
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30/07/2010 18:20













