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Lazio e Piemonte, il Tar blocca i pedaggi

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Il Tribunale accoglie il ricorso della provincia di Torino e ferma l'aumento del pagamento in tangenziale. Nel Lazio stop ai rincari per autostrade e Gra. Bocciato decreto del governo. Federconsumatori: “Evitata una spesa di 60 euro per ogni famiglia”

di rassegna.it

Foto Enrico Matteucci (da Flickr) (immagini di Foto Enrico Matteucci (da Flickr))
Dopo il Tar del Lazio, anche il Tribunale amministrativo del Piemonte blocca l'aumento dei pedaggi. Lo riferiscono oggi (30 luglio) fonti di agenzia. In particolare, vengono bocciati i pagamenti in tangenziale accogliendo il ricorso della provincia di Torino contro il decreto del governo. “Le mie vacanze iniziano con una bella notizia - commenta Antonio Saitta, presidente della Provincia - Abbiamo vinto una battaglia condotta in solitudine. Non posso che esprimere grande soddisfazione per l'accoglimento del ricorso da parte del Tar. Abbiamo fatto da apripista, altri enti hanno agito in seguito sul nostro esempio. E' stato bloccato un provvedimento ingiusto, attraverso il quale veniva fatto pagare l'utilizzo della direttissima Torino-Caselle anche a coloro che non ne usufruivano”.

“La strada intrapresa dalla nostra amministrazione - prosegue il presidente - si rivelata utile nonostante l'indisponibilità della Regione Piemonte e dei rappresentanti del centrodestra nel condividere la presentazione del ricorso. A questo era stato preferito un incontro con il sottosegretario Castelli, un vertice inutile rispetto all'azione pi efficace portata avanti nell'interesse dei cittadini”.

Tar Lazio: stop aumenti autostrade e Gra
Ieri (29 luglio) il Tar del Lazio ha sospeso il decreto che ha disposto l'aumento dei pedaggi autostradali. I giudici hanno accolto le richieste della provincia di Roma, del Comune di Fiano Romano e della Provincia di Pescara. “Il pronunciamento del Tar arriva come una ventata di speranza per i tanti pendolari del Lazio, costretti a subire, per recarsi al lavoro, aumenti assurdi e profondamente iniqui”. È il commento di Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio.

“Secondo i nostri calcoli – ricorda Di Berardino – la misura dell'esecutivo avrebbe significato un aggravio, per ogni lavoratore, da un minimo di 48 sino a ben oltre 500 euro l'anno. Il risultato raggiunto oggi premia la tenacia e la passione con cui il Presidente Zingaretti ha condotto fin dall'inizio questa battaglia in difesa di tutti i cittadini. È una vittoria frutto anche del nostro impegno, ed è una vittoria preziosa”.

Federconsumatori, evitati costi a famiglie
Il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, è soddisfatto della decisione del Tar laziale, che ha cancellato “questo provvedimento indegno”. “Al di là dei rimborsi, infatti - spiega - questo eviterà ai cittadini maggiori esborsi sia relativamente ai prezzi dei beni di largo consumo, sia nella grande maggioranza dei casi sono trasportati su gomma, sia, in maniera diretta, soprattutto per i pendolari, che avrebbero dovuto subire un vero e proprio salasso, di almeno 50 euro al mese”.

L'osservatorio nazionale dell’associazione, ricorda una nota, “ha calcolato che, in media, a causa di tali aumenti, complessivamente, tra costi diretti ed indiretti, ogni famiglia avrebbe subito una maggiore spesa di 60 euro”.



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TAGS lazio tar piemonte pedaggi

30/07/2010 15:06

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