
Dopo la rottura
Crisi Pdl, parte la conta dei parlamentari
Finiani verso gruppi autonomi, oggi la decisione. Alla Camera il governo sarebbe sotto la soglia di sopravvivenza, al Senato sopra ma con forti rischi. Fini ha anticipato ai suoi che non si dimette. Pd: Berlusconi venga subito in Parlamento
di rassegna.it
E già inizia la conta dei parlamentari, che risulterà determinante per la tenuta del governo. Oggi la maggioranza si regge su 342 deputati e 175 senatori. I numeri necessari per un “governo forte” sono 316 a Montecitorio e 162 a Palazzo Madama. A quanto emerge, alla Camera Fini può contare su 34 deputati: nel dettaglio sono Bocchino, Briguglio, Granata, Raisi, Barbareschi, Proietti, Divella, Buonfiglio, Barbaro, Siliquini, Perina, Angela Napoli, Bellotti, Di Biagio, Lo Presti, Scalia, Conte, Della Vedova, Urso, Tremaglia, Bongiorno, Paglia, Lamorte, Ruben, Menia, Angeli, Ronchi, Moffa, Cosenza, Patarino, Polidori, Consolo. La deputata Souad Sbai risulta in bilico. Alla Camera dunque l'esecutivo sarebbe ampiamente sotto la soglia di sopravvivenza, quindi costretto a rivolgersi di volta in volta a repubblicani, liberaldemocratici e Mpa per far passare i provvedimenti.
Bersani, Berlusconi subito in Parlamento
L'opposizione chiede a Berlusconi di andare Parlamento. Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, stamani ha avanzato richiesta formale parlando alla Camera. “Il capo del governo - ha detto - certifica in modo solenne la frattura incomponibile nel maggior partito di maggioranza”. Il premier “ha sfiduciato il presidente della Camera arrogandosi un potere non suo”, adesso “venga in Parlamento a spiegarci e consentire di discutere”. Oggi il Pd si riunisce per decidere le prossime mosse.
(Ultimo aggiornamento 12.05)
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30/07/2010 10:51














