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Maggioranza nel caos

Berlusconi caccia Fini: lasci la Camera

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L'ufficio di presidenza Pdl: “Incompatibile, c'è il problema del suo ruolo istituzionale”. Deferiti i finiani, che firmano dimissioni in gruppo da Montecitorio. Berlusconi: “Litigi erano prezzo troppo alto”. Bersani: “E' una crisi, venga in Parlamento”

Berlusconi mette Fini fuori dal Pdl. E' quanto emerge dall'ufficio di presidenza di oggi (29 luglio), che sancisce il divorzio tra gli uomini del premier e la corrente del presidente della Camera. Fini è "incompatibile" con il suo ruolo istituzionale, viene invitato a lasciare la presidenza di Montecitorio. I finiani Italo Bocchino, Fabio Granata e Carmelo Briguglio sono deferiti al collegio dei probiviri del Pdl.

Questo, in estrema sintesi, il contenuto del documento approvato nella riunione con 33 voti favorevoli e 3 contrari. Fini non commenta, l'opposizione parla di crisi e invita il presidente del Consiglio ad andare in Parlamento. Adesso la costituzione di gruppi autonomi per Camera e Senato. A quanto si apprende, proprio alla Camera i finiani avrebbero già firmato una lettera di dimissioni in gruppo consegnata nelle mani di Fini.

Le posizioni di Fini sono "incompatibili
con i principi ispiratori del Pdl". Così il testo approvato. Adesso, prosegue, "si pone il problema della presidenza della Camera" perché viene meno "anche la fiducia del Pdl nei confronti del ruolo di garanzia di presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni".

E ancora: Fini non ha manifestato dissenso,
ma "una volontà demolitoria". Ovvero: "Gianfranco Fini ha via via evidenziato un profilo politico di opposizione al governo, al partito ed alla persona del presidente del Consiglio". Non si tratta, secondo il Pdl, "di mettere in discussione la possibilità di esprimere il proprio dissenso in un partito democratico", ma le posizioni di Fini "si sono manifestate sempre di più, non come un legittimo dissenso, bensì come uno stillicidio di distinguo o contrarietà nei confronti del programma di governo e come una critica demolitoria alle decisioni prese dal partito".

Berlusconi si è poi presentato in conferenza stampa.
"Abbiamo ritenuto che il Pdl non potesse pagare il prezzo troppo alto di mostrarsi un partito diviso", ha detto. Dopo l'appovazione della manovra, a suo avviso, non era più rinviabile un chiarimento all'interno della maggioranza. I gruppi finiani prezzo troppo alto? "I tifosi si distaccano da una squadra se la vedono litigiosa, tanto più se i litigi avvengono in campo aperto", questa la risposta. In ogni caso, i ministri finiani possono restare: "Questa decisione sarà assunta nella sede del governo, per quanto mi riguarda non ho difficoltà a continuare una collaborazione".

Bersani: è crisi, Berlusconi in Parlamento
"Questa è una crisi, Berlusconi venga in Parlamento". E' il primo commento del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Il presidente dei deputati, Dario Franceschini, difende Fini: "Non lo abbiamo votato ma è stato eletto presidente di tutta la Camera, anche dell'opposizione. Il presidente del Consiglio non dispone del presidente della Camera a suo piacimento".



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TAGS crisi berlusconi fini governo

29/07/2010 22:23

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