
Maggioranza nel caos
Berlusconi lo sconfessa, Fini verso gruppo autonomo
Lo scontro nel Pdl si fa violento. Il premier prepara un documento di censura politica "durissimo". I finiani si contano e parlano di gruppo autonomo: sarebbero 30 le adesioni alla Camera, 10 al Senato
Lo scontro nel Pdl si fa “durissimo”. Così infatti viene definito da fonti vicine al partito un documento di censura politica nei confronti di Gianfranco Fini e dei parlamentari a lui vicini che Silvio Berlusconi sta elaborando.
LA DIFFICILE GIORNATA DEL PDL
I coordinatori nazionali del Pdl, Denis Verdini, Sandro Bondi e Ignazio La Russa si trovano a Palazzo Grazioli, per un nuovo vertice di partito, dopo quello della scorsa notte. Secondo quanto si apprende, la riunione, alla quale partecipa anche l'avvocato Ghedini, è stata convocata per preparare l'ufficio di presidenza di questa sera. Secondo l’Apcom, insieme al testo è anche pronto il deferimento ai probi viri sicuramente di Fabio Granata e Italo Bocchino, ma anche di altri finiani. Dovrebbe essere questa la linea messa a punto dalla maggioranza del Pdl nei confronti del co-fondatore Fini che dovrebbe essere in serata dal'Ufficio di presidenza del partito.
A quanto riferiscono alcuni deputati Pdl che hanno incontrato il premier alla Camera, dunque, avrebbe prevalso la linea portata avanti da chi ha sconsigliato a Berlusconi di intraprendere la strada delle espulsioni: troppo farraginosa, con risvolti legali imprevedibili anche davanti la giustizia ordinaria. La decisione ricadrebbe dunque sul semplice deferimento, e su un documento politico: “Praticamente un'espulsione politica” sintetizza (sempre stando a quanto riferisce l’Apcom) un membro del governo che ha parlato in queste ore con il premier.
Intanto i finiani aspettano la decisione e affilano le armi. Sono 33 le firme per la richiesta di costituzione di un nuovo gruppo parlamentare. La minoranza aspetterà l'ufficio di presidenza del Pdl di questa sera prima di compiere qualsiasi mossa, ma intanto si preparano. In una pausa dei lavori parlamentari c'è stata una riunione-lampo di Generazione Italia nell'ufficio di Italo Bocchino. Tra gli esponenti vicini al presidente della Camera che hanno annunciato di aderire al gruppo, oltre a Bocchino, Briguglio, Granata ci sono Raisi, Barbareschi, Proietti, Perina, Napoli,Bellotti, Di Biagio, Paglia, Lamorte, Rubens, Menia, Angeli, Ronchi, Lo Presti, Scalia, Conte, Della Vedova, Urso e Tremaglia, Divella, Buonfiglio, Barbaro, Siliquini.
La minoranza del Pdl, però, si muove anche al senato, e dopo una lunga riunione uno dei partecipanti afferma: “Se serve siamo pi di dieci”. Ovvero, più del numero necessario a formare un gruppo autonomo nel caso di rottura definitiva con il Pdl. Intanto i finiani della Camera assicurano: "Abbiamo superato le 30 adesioni all'eventuale gruppo che formeremo in caso di provvedimenti da parte dell'Ufficio di presidenza”.
Il tutto arriva nel pieno di una giornata convulsa, iniziata con la proposta di un tregua da parte di Fini. Una proposta "tardiva", forse solamente tattica. Addirittura una "trappola" secondo Silvio Berlusconi e i suoi. Fini l’aveva lanciata in una intervista a Il Foglio di Giuliano Ferrara. L'offerta di pace di Fini, in realtà ("Resettiamo tutto e mettiamo a bada gli ultras") era arrivata ieri sera intorno alle 21. "Qui sto e qui resto", "basta risentimenti", "abbiamo un dovere nei confronti degli elettori", aveva detto l'ex leader di An. Ma la risposta del vertice del Popolo della libertà convocato in tarda serata dal premier, e terminato a notte fonda è negativa: confermata la volontà del Cavaliere di tirare dritto ritenendo tardivo, fuori tempo massimo, il riposizionamento del cofondatore.
LA DIFFICILE GIORNATA DEL PDL
I coordinatori nazionali del Pdl, Denis Verdini, Sandro Bondi e Ignazio La Russa si trovano a Palazzo Grazioli, per un nuovo vertice di partito, dopo quello della scorsa notte. Secondo quanto si apprende, la riunione, alla quale partecipa anche l'avvocato Ghedini, è stata convocata per preparare l'ufficio di presidenza di questa sera. Secondo l’Apcom, insieme al testo è anche pronto il deferimento ai probi viri sicuramente di Fabio Granata e Italo Bocchino, ma anche di altri finiani. Dovrebbe essere questa la linea messa a punto dalla maggioranza del Pdl nei confronti del co-fondatore Fini che dovrebbe essere in serata dal'Ufficio di presidenza del partito.
A quanto riferiscono alcuni deputati Pdl che hanno incontrato il premier alla Camera, dunque, avrebbe prevalso la linea portata avanti da chi ha sconsigliato a Berlusconi di intraprendere la strada delle espulsioni: troppo farraginosa, con risvolti legali imprevedibili anche davanti la giustizia ordinaria. La decisione ricadrebbe dunque sul semplice deferimento, e su un documento politico: “Praticamente un'espulsione politica” sintetizza (sempre stando a quanto riferisce l’Apcom) un membro del governo che ha parlato in queste ore con il premier.
La minoranza del Pdl, però, si muove anche al senato, e dopo una lunga riunione uno dei partecipanti afferma: “Se serve siamo pi di dieci”. Ovvero, più del numero necessario a formare un gruppo autonomo nel caso di rottura definitiva con il Pdl. Intanto i finiani della Camera assicurano: "Abbiamo superato le 30 adesioni all'eventuale gruppo che formeremo in caso di provvedimenti da parte dell'Ufficio di presidenza”.
Il tutto arriva nel pieno di una giornata convulsa, iniziata con la proposta di un tregua da parte di Fini. Una proposta "tardiva", forse solamente tattica. Addirittura una "trappola" secondo Silvio Berlusconi e i suoi. Fini l’aveva lanciata in una intervista a Il Foglio di Giuliano Ferrara. L'offerta di pace di Fini, in realtà ("Resettiamo tutto e mettiamo a bada gli ultras") era arrivata ieri sera intorno alle 21. "Qui sto e qui resto", "basta risentimenti", "abbiamo un dovere nei confronti degli elettori", aveva detto l'ex leader di An. Ma la risposta del vertice del Popolo della libertà convocato in tarda serata dal premier, e terminato a notte fonda è negativa: confermata la volontà del Cavaliere di tirare dritto ritenendo tardivo, fuori tempo massimo, il riposizionamento del cofondatore.
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TAGS pdl maggioranza
29/07/2010 15:22














