
Legge bavaglio
Intercettazioni, maratona di protesta a Montecitorio
La “notte bianca” organizzata dal Popolo viola contro il disegno di legge che torna alla Camera in terza lettura. Prima una veglia notturna, poi la catena umana. Aderiscono partiti, sindacati e associazioni. Alle 16 il sit-in della Fnsi
“L'iniziativa - spiegano gli organizzatori del Popolo viola sul loro sito - vuole essere di supporto e sostegno a tutti quei lavoratori che verranno messi in ginocchio dall'attuale manovra finanziaria a partire già da settembre. Scendiamo in piazza inoltre anche per ribadire il nostro no al ddl-intercettazioni, che una legge inemendabile, perché intralcia le indagini dei giudici, mina alla sicurezza di tutti noi cittadini e vola il diritto ad una libera e trasparente informazione, base di uno Stato democratico”. Oltre a Fnsi e Cgil, hanno aderito Sel, Pd Roma, Idv, Fabbrica di Nichi (Roma e Bari), Federazione della Sinistra, Comitato per la libertà e il diritto all’informazione e alla conoscenza, BOBI BOicotta il BIscione.
La protesta del Popolo viola s’intreccia con quella organizzata, sempre il 29 luglio a Montecitorio , dal “Comitato per la libertà e il diritto all’informazione e alla conoscenza”, che aveva organizzato le manifestazioni del primo luglio a piazza Navona e in altre città italiane. “Attenti e vigili in piazza Montecitorio giovedì 29 luglio alle ore 16 – comunica una nota della Fnsi - in contemporanea con l’avvio del dibattito sul ddl intercettazioni nell’aula della Camera”. Il Comitato “ha fissato questo presidio per indicare che rimane alta l’attenzione e la mobilitazione delle forze sindacali e sociali”.
Il sindacato dei giornalisti e il Comitato spiegano che “i positivi emendamenti votati dalla Commissione Giustizia della Camera per le parti riguardanti il lavoro dei giornalisti - con l’introduzione dell’udienza-filtro, che è anche il risultato della pressione esercitata per mesi da un ampio cartello di associazioni - non possono nascondere i pericoli che ancora il testo comporta per il diritto dei cittadini a comunicare (con l’immotivata sottomissione dei blog alle stesse regole dell’informazione professionale) e per la sicurezza stessa della comunità, visti gli ostacoli che il disegno di legge Alfano continua a porre al ricorso alle intercettazioni da parte di magistrati e forze di polizia”.
Tra l’altro – prosegue la Fnsi – “non c’è motivo di smobilitare, poiché negli stessi giorni in cui viene modificato il ddl Alfano arriva a conclusione una manovra economica di devastante impatto sulle testate cooperative, non profit e di partito, che la cancellazione del cosiddetto ‘diritto soggettivo’ porta in molti casi sull’orlo della chiusura. La decurtazione drastica dei finanziamenti pubblici è il bavaglio più letale, così come i tagli alla cultura e allo spettacolo tolgono voce ai punti di vista critici e alle espressioni meno omologate”.
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28/07/2010 19:08





