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Verdini nega tutto e attacca Fini

Conferenza stampa infuocata del coordinatore azzurro che definisce "inesistente" la P3, ma "pericolosa per la democrazia" l'indagine in atto. Botta e risposta con Bocchino che insiste: "Non è in condizioni di continuare". Bossi: "Verso la rottura nel Pdl"

"Non ho fatto assolutamente nulla, non ho colpe e rifarei tutto alla stessa maniera. Questa è la verità, la mia verità, che poi, lasciatemelo dire, è l'unica verità". Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, al centro dell'inchiesta sulla P3, respinge ogni addebito. Lo fa in una conferenza stampa infuocata, in cui non sono mancati momenti di tensione con i giornalisti e in particolare con l'inviata dell'Unità Claudia Fusani, vittima di un 'tutti contro una', capeggiato da Giorgio Stracquadanio, deputato Pdl, e dal direttore del 'Foglio', Giuliano Ferrara, scatenatisi contro di lei dopo una domanda precisa e scomoda su alcuni assegni incassati da Verdini ma intestati ad un'altra persona.

Ma andiamo con ordine. Verdini ha subito chiarito di non aver mai sentito nemmeno nominare la P3 e di ritenerla anzi "inesistente", mentre l'indagine rappresenta "un verso pericolo per la Democrazia", perché si potrebbe ripetere "quello che il Paese ha già visto con la P2, con tanta gente finita dentro le indagini e poi assolta dalle sentenze della magistratura".

Dunque, Verdini ha respinto ogni addebito al mittente: "Io personalmente non ho toccato un soldo e, anzi, nella vicenda del giornale ce ne ho rimessi tanti. Miei e della mia famiglia", ha spiegato ai giornalisti il coordinatore del Pdl che ha sottolineato che i 2,6 milioni di euro, al centro dell'operazione contestata dai magistrati, erano un aumento di capitale, di cui sono stati versati solo 800 mila euro.

Poi, il coordinatore Pdl ha voluto chiarire
di non aver "mai scaricato Dell'Utri che è una persona per bene". Questo perché, ha aggiunto, "non c'è nulla da scaricare, voglio chiarirlo in onore dell'amicizia che ho con Dell'Utri".

Di tutt'altro tono le parole riservate ad un altro compagno di partito
, Italo Bocchino, che anche durante la conferenza stampa è tornato a chiedere, via agenzia, le dimissioni del coordinatore. "Mi è stata rivolta una richiesta di dimissioni per una questione di legalità. Ma non accetto dall'onorevole Bocchino nulla di quello che dice", ha detto Verdini, ricordando che il Pdl "si è stretto intorno a lui in un'analoga situazione" quando c'era una richiesta di arresto nei confronti di Italo Bocchino. "Mi dispiace - ha aggiunto Verdini che il presidente della Camera non abbia difeso nessuno".

Immediata la controreplica del deputato finiano: "Verdini con la sua conferenza stampa ha confermato di non essere più in condizioni, anche psicologiche, di fare il coordinatore del Pdl e sarebbero peraltro ancor più opportune le sue dimissioni".
 
Dopo la conferenza stampa Verdini è stato accolto con abbracci e strette di mano da diversi deputati del Pdl al suo ingresso nell'Aula della Camera, dove è in corso la votazione sulla fiducia che il governo ha posto sulla manovra economica. Diversi colleghi di partito si sono avvicinati al coordinatore manifestandogli solidarietà.

Dai banchi dell'opposizione è arrivata invece solidarietà convinta alla giornalista dell'Unità attaccata duramente in conferenza stampa. Mentre il segretario del Pd, Bersani ha sottolineato la necessità di "rispondere con molta nettezza" ad una situazione in cui "all'ombra del capo si è creato un meccanismo parallelo di cricche che sono intervenute con tutta evidenza nella pubblica amministrazione con episodi con forti, forti sospetti di corruzione".

Intanto prosegue l'iniziativa lanciata da Rosi Bindi
per l'istituzione di una Commissione bicamerale d'inchiesta sulla cosiddetta P3. Dopo Montecitorio anche in Senato è stato depositato un disegno di legge da 27 senatori del Pd.

In serata anche la Lega dice la sua
sulla situazione. E' il leader Bossi a chiarire che Berlusconi e Fini "se non si incontrano, se non si trovano vuol dire che non vogliono trovarsi". Dunque, "ognuno andrà per la sua strada". Ma questo per Bossi non vuol dire che si andrà ad elezioni anticipate: "Non prima della realizzazione del federalismo - spiega il senatur -  è la carta che garantisce che non si vota".

TAGS p3 verdini

28/07/2010 18:33

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