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La Cgil davanti alla Camera contro la manovra

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Il presidio del sindacato a Piazza Montecitorio a Roma, nel giorno del voto sulle misure. In piazza anche i lavoratori dell'Alcoa. Nel mirino pubblico impiego e pensionati: “Manovra ingiusta e depressiva, il ricorso alla fiducia è un atto di arroganza”

di rassegna.it

di Sara Picardo (immagini di Sara Picardo)
Si è svolto oggi (28 luglio) il presidio della Cgil a Piazza Montecitorio a Roma, in occasione del voto di fiducia alla Camera sulla manovra economica. Erano presenti i segretari confederali di Corso Italia, Fulvio Fammoni, Danilo Barbi e Serena Sorrentino. Hanno partecipato anche molti funzionari. Tra le aziende colpite dalla crisi, una presenza importante è stata quella dei lavoratori dell'Alcoa.

La Cgil è ancora una volta in piazza per cambiare una manovra “ingiusta, iniqua e depressiva”. E' quanto si legge in una nota della Confederazione, diffusa alla fine della manifestazione. Dopo lo sciopero generale dello scorso 25 giugno, per passare alle mobilitazioni che si sono susseguite in questi mesi, il sindacato di ha promosso il presidio nel giorno della fiducia sulla manovra da 25 miliardi di euro.

La Cgil ha contestato, nel corso del sit in che ha visto la presenza di un centinaio di lavoratori, il ricorso al voto di fiducia come “un atto di debolezza e di arroganza di un governo, lacerato nella sua maggioranza, per varare un provvedimento che colpisce i lavoratori, pubblici e privati, che affossa la crescita e che toglie risorse agli enti locali, soprattutto alle Regioni, generando tagli insostenibili al sistema di welfare e ai servizi ai cittadini”.
 
Nelle pieghe della correzione di bilancio, ha puntato il dito contro i provvedimenti che riguardano il sistema pensionistico, bollati come “una vera e propria manomissione”. Il sindacato, infatti, denuncia come “per la prima volta nella storia le risorse generate dai provvedimenti non costruiranno solidarietà interna al sistema, garantendo le pensioni dei giovani, ma serviranno al governo solo per fare cassa”.

Inoltre, con i 41 anni di contributi per la pensione, con l’allungamento a 67 anni per le lavoratrici del pubblico impiego e con il tetto ai 10mila in mobilità, “la manomissione, e non la riforma come dicono sia, genera un sistema socialmente insostenibile”. Per questo la Cgil rivendica un passo indietro del governo e il ripristino della flessibilità in uscita.

» Arriva l'ennesima fiducia
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TAGS camera cgil protesta manovra

28/07/2010 14:49

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