Inizia il confronto tra azienda, sindacati e governo a Torino. La richiesta del segretario generale: “Basta mostrare i muscoli, ora cercare una mediazione”. Chiamparino su Mirafiori: “Se chiude il piano del Lingotto sarebbe insostenibile”
E' partito oggi (28 luglio) a Torino il tavolo di confronto tra azienda, governo e sindacati sulla Fiat. Alla riunione partecipano il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, i leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, i segretari generali di Fiom, Fim, Uilm, Fismic e Ugl. Presenti anche i rappresentanti delle istituzioni locali, il presidente della Regione, Roberto Cota, della Provincia Antonio Saitta e il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Sacconi, Marchionne e Cota hanno avuto un breve incontro riservato prima dell'inizio del confronto.
Epifani, si torni a trattare su Pomigliano
“Prima di avventurarsi su strade che non si sa dove possano portare, sarebbe meglio riaprire un confronto con la Cgil e la Fiom”. Così il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, parla di Pomigliano entrando nella sede dell'incontro.
“La cosa migliore - prosegue - è cercare una mediazione e non usare i carri armati, più buon senso, dunque e meno muscoli”. In sede di confronto è necessario “chiedere che si diano certezze. Chiediamo lavoro, occupazione e investimenti anche in Italia, dove c'è la questione Mirafiori dopo la decisione di spostare la monovolume in Serbia, dove bisogna affrontare il futuro di Mirafiori senza dimenticare Termini Imerese”.
Chiamparino, difendere Mirafiori
Il piano industriale della Fiat “sarebbe insostenibile dal punto di vista sociale ed economico se dovesse venire meno lo stabilimento di Mirafiori”. Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, con queste parole ha aperto l'incontro rivolgendosi all'azienda.
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