Il sottosegretario alla Giustizia respinge l'accusa di costituzione di società segrete: “Si può leggere male qualche intercettazione, ma non ho mai fatto nulla di illecito o scorretto”. Dal Giornale durissimo attacco a Fini: non paga una casa a Montecarlo
Il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, non si dimette. Lo afferma oggi (28 luglio) in un'intervista alla
Stampa. Il nuovo indagato per la cosiddetta Loggia P3 (nella foto) respinge le accuse dalle colonne del quotidiano: ha la “certezza matematica di non aver commesso nulla di illecito, ma nemmeno di scorretto”. Sempre oggi l'altro indagato, il coordinatore del Pdl Denis Verdini, parlerà in conferenza stampa alle 15.
“
Proprio non mi aspettavo di finire nel registro degli indagati - dichiara Caliendo - perchè di tutte le accuse, di tutti i fatti descritti, io non ho fatto niente. Ma proprio niente, e lo dimostrerò”. In “più di 40 anni di magistratura - aggiunge - mai e dico mai sono stato nemmeno avvicinato da personaggi dubbi o per richieste strane”.
Quindi entra nel merito della difesa, negando l'accusa di violazione della legge Anselmi che vieta la costituzione di società segrete: il faccendiere Lombardi, dice, “era una specie di segretario dell'associazione che avevo contribuito a fondare nel '99, il Centro studi per il diritto e la libertà. E comunque, non gli ho mai presentato nessuno mentre lo incontravo ogni tanto con altri magistrati e altri personaggi pubblici”.
Caliendo nega anche il rapporto con Carboni e le pressioni sui giudici costituzionali per far approvare il Lodo Alfano. “Quello era diventato un gioco di società, tutti a fare conti e previsioni. Ma io non ho mai parlato e nemmeno conosco giudici costituzionali”. Certo, ammette, “capisco che si possa comprendere male qualche intercettazione, per questo avevo chiesto io di poter incontrare i pm”.
Nel frattempo,
Il Giornale sferra un duro attacco personale al presidente della Camera, Gianfranco Fini: dalla prima pagina, sotto il titolo “questione morale”, il quotidiano della famiglia Berlusconi sostiene che Fini occupi “una strana casa a Montecarlo”. Si tratterebbe di un appartamento “lasciato in eredità da una misteriosa finanziaria estera”, che viene utilizzato dai suoi famigliari senza regolare contratto di vendita o affitto.
»
Scontro nel Pdl
»
Dell'Utri non risponde ai giudici