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Manovra, arriva l’ennesima fiducia

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È la 36esima da inizio legislatura. Resta l’impianto complessivo di tagli a enti locali e pubblico impiego. Unica novità, la decurtazione di mille euro alla retribuzione dei deputati. Giovedì 28 luglio il voto finale alla Camera

di rassegna.it

Il governo l’aveva annunciato prima ancora che il testo arrivasse in aula. Oggi (27 luglio), è arrivata la conferma ufficiale: anche alla Camera la manovra sarà approvata con il solito voto di fiducia. La discussione generale nell’aula di Montecitorio è ripresa stamani alle 9 e la maratona oratoria dell’opposizione è stata subito interrotta dal voto che ha ne sancito la chiusura anticipata. Lo stop alla discussione, proposto da Simone Baldelli del Pdl, è passato con 299 sì e 266 no. Poi si è passati all’esame del complesso degli emendamenti, preludio alla richiesta di fiducia annunciata come sempre dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. Nel frattempo sono arrivati alla Camera anche il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Il voto si terrà domani (28 luglio) alle ore 17, con le dichiarazioni che inizieranno alle 15.30 in diretta tv. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Il voto finale del provvedimento è invece fissato per giovedì 29 luglio e il presidente Gianfranco Fini farà scattare la tagliola se entro le 13 di dopodomani non sarà ultimata la discussione sugli ordini del giorno. La corsa contro il tempo della maggioranza è legata anche alla data di scadenza del decreto, che decade a fine mese.

Resta l’impianto complessivo di tagli (SCHEDA) che colpisce soprattutto il lavoro dipendente e il pubblico impiego e dei quali faranno le spese tutti gli enti locali, a partire dalle Regioni, con inevitabili ripercussioni sui servizi per i tutti cittadini. Unica novità di una legge blindata, il taglio di mille euro netti al mese sulla retribuzione dei deputati deciso dall’ufficio di presidenza della Camera: inciderà per 500 euro sulla diaria di soggiorno e per i restanti 500 sulla somma destinata al “rapporto eletto-elettore”, quei 4.190 euro destinati anche ai ‘portaborse’. La Camera, si impegna anche a un risparmio in tre anni complessivamente pari a 60 milioni di euro e a un taglio delle proprie spese non vincolate.

Domani in occasione del voto
di fiducia finale sul decreto, la Cgil promuove un presidio a Piazza Montecitorio dalle 10 alle 14. Continua così la mobilitazione del sindacato di Corso d’Italia contro una legge più volte giudicata “ingiusta, iniqua e depressiva” e per rappresentare e sostenere le proposte della Cgil. Il presidio in programma domani a Montecitorio è , infatti, un ulteriore passaggio della mobilitazione contro la correzione di bilancio che, secondo la Cgil, “pesa sulle spalle dei ‘soliti noti’, lavoratori pubblici e privati, e che nulla chiede a chi invece dovrebbe e potrebbe dare un contributo, operando una manomissione del sistema pensionistico”.

(aggiornato alle 14.47)


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TAGS camera conti pubblici manovra

27/07/2010 12:38

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1
Alla faccia della democrazia !

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