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Via libera al ddl sull'assestamento di bilancio

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In commissione bilancio arriva il rendiconto generale dell'amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2009. In commissione lavoro si discute di cooperazione allo sviluppo e di missioni internazionali delle forze armate

di Valerio Strinati

Attività della Commissione lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati (13-15 luglio)
Nelle sedute di martedì 13 e mercoledì 14 luglio la Commissione lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati ha iniziato l’esame in sede consultiva, per il parere alle Commissioni riunite esteri e difesa, del disegno di legge n. 3610, di conversione del decreto legge n. 102 del 2010, recante proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace, di stabilizzazione e delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia.

La relatrice Mannucci (Pdl) ha dato conto del contenuto generale del provvedimento che a suo avviso costituisce, come quelli che lo hanno preceduto, un momento centrale nei dibattiti parlamentari sulla politica estera italiana, anche perché ha permesso di stabilizzare una significativa convergenza tra le forze politiche sull'impegno internazionale del Paese nelle aree di crisi. Fa notare, inoltre, che il decreto-legge - come di consueto - prevede un approccio integrato alle missioni internazionali, che vede affiancarsi, rispetto alla tradizionale componente militare, anche la sempre più importante dimensione civile. Al riguardo, ha fatto presente che le attività umanitarie, il rafforzamento dello stato di diritto, il sostegno alle amministrazioni locali sono “tasselli” fondamentali per costruire e consolidare la pace, giudicando ugualmente fondamentale l'approccio regionale, ossia la necessità di responsabilizzare tutti gli attori che hanno voce in capitolo e interessi nel contesto geopolitico in cui la crisi si sviluppa.

Sotto il profilo di più diretta competenza
della XI Commissione, ha segnalato anzitutto che il provvedimento in esame, all'articolo 5, comma 1, reitera, con contenuto identico, le disposizioni sul personale impegnato nelle missioni, che sono già contenute nei precedenti interventi sulla materia. In particolare, il citato comma 1 opera un rinvio alle disposizioni dell'articolo 3, commi da 1 a 9, della legge n. 108 del 2009, le quali prevedono, tra l'altro, l'attribuzione di alcune tipologie di indennità nonché una disciplina del trattamento assicurativo e pensionistico del personale nei casi di decesso e invalidità per causa di servizio e, altresì, nei casi di infermità contratta in servizio. Il comma 2 del medesimo articolo 5, estendendo una norma già contenuta nel precedente provvedimento di proroga, prevede particolari disposizioni relative alla misura dell'indennità di missione da corrispondere al personale impiegato in alcune specifiche missioni internazionali.

Taluni elementi di novità si rinvengono all’art. 5: il comma 3 interviene in materia di corresponsione dell'indennità di impiego operativo ai militari inquadrati nei contingenti impiegati nelle missioni internazionali, mentre il comma 4 esclude dalle abrogazioni disposte dall'articolo 2268, comma 1, del decreto legislativo n. 66 del 2010 (relativo al riassetto delle disposizioni sull'ordinamento militare) alcune disposizioni in materia di personale indirettamente richiamate dallo stesso articolo 5; il comma 5 prevede la possibilità di continuare ad avvalersi dei lavoratori assunti dal Genio militare a tempo determinato per l'esecuzione di lavori in economia per interventi infrastrutturali, mentre il comma 6 prevede una norma interpretativa, ai fini del reclutamento nella carriere iniziali delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare e del Corpo militare della Croce rossa, in ordine alla riserva di posti in favore dei volontari in ferma prefissata di un anno ovvero in rafferma annuale (tra i quali, in base a tale nuova interpretazione, vanno compresi i volontari in ferma prefissata quadriennale); il comma 7 dispone in materia di collocamento obbligatorio a favore delle vittime del terrorismo, del dovere e delle altre categorie ad esse equiparate (integrando l'articolo 1, comma 2, della legge 23 novembre 1998, n. 407, al fine di risolvere taluni dubbi interpretativi riguardo alla sua applicazione per le assunzioni riferite ai livelli retributivi dal sesto all'ottavo). In conclusione, la relatrice ha proposto l’espressione di parere favorevole sul provvedimento in esame.

La deputata Rampi (Pd), pur sottolineando l'importanza di assicurare la prosecuzione delle iniziative in favore dei processi di pace e di stabilizzazione nei Paesi coinvolti da eventi bellici, ha lamentato la mancanza di una visione strategica e d'insieme nella materia della partecipazione del personale delle Forze armate e di polizia alle missioni internazionali in corso, facendo presente l’opportunità di sostituire al ricorso periodico allo strumento del decreto-legge - suscettibile di determinare anche vuoti normativi per periodi di tempo non brevi - una “legge quadro”, che disciplini l’intera materia e possa fissare in via definitiva e certa il contesto di riferimento normativo a favore del personale militare e civile impegnato nelle aree di crisi, affinché lo stesso Parlamento possa essere posto nelle condizioni di discutere in maniera programmatica di tali importanti materie, nonché di interloquire stabilmente con il Governo. È inoltre necessario procedere ad un complessivo ripensamento della parte del provvedimento legata alle risorse da destinare alle Forze armate, largamente insufficienti, se si tiene conto delle effettive disponibilità finanziarie e delle reali esigenze delle politiche di difesa dei singoli Stati, che andrebbero inquadrate in un contesto europeo di più ampio respiro. Esprimendo talune considerazioni proprio sulla parte della manovra finanziaria all’esame del Parlamento, la deputata Rampi ha sottolineato il carattere meramente propagandistico della decisione del Governo di consentire a giovani uomini e donne di partecipare a corsi tecnico-pratici nell'Esercito per un breve lasso di tempo (la cosiddetta “mini-naja”).

Il deputato Porcino (Idv), pur ribadendo la necessità di offrire il massimo sostegno alle iniziative di pace negli scenari di crisi, ha sottolineato l'esigenza di disciplinare tali forme di intervento nel quadro di un impianto normativo più organico, in un contesto di disponibilità finanziarie più certo e realmente rispondente alle effettive esigenze di sicurezza militare.

Nella successiva seduta di mercoledì 14 luglio, il presidente Moffa ha fatto presente che presso le Commissioni di merito non sono stati presentati emendamenti al testo del decreto legge, per cui sussistono le condizioni per esprimere il parere sulle parti del provvedimento di competenza della XI Commissione. La deputata Rampi (Pd) ha quindi chiesto alla relatrice di inserire nella sua proposta di parere un'osservazione circa l'esigenza di valutare la previsione di norme in favore della stabilizzazione del personale precario delle Forze armate. In caso di accoglimento di tale richiesta, il voto del suo gruppo non potrà che essere favorevole.
Replicando ad una richiesta del Presidente, la relatrice Mannucci ha fatto presente che non sussistono difficoltà ad accogliere la segnalazione del deputato Rampi; ha pertanto presenta una proposta di parere favorevole con osservazione, che è stata approvata dalla Commissione.

La Commissione ha quindi iniziato l’esame congiunto, in sede consultiva, per la relazione alla Commissione bilancio, dei seguenti disegni di legge del Governo: Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2009 (n. 3593); Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2010. (n. 3594) limitatamente alle parti di competenza della Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze e della Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

La relatrice Pelino
ha ricordato che con il Rendiconto generale dello Stato il Governo, alla chiusura del ciclo di gestione della finanza pubblica, adempie all'obbligo costituzionale di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria: per il 2009 e per quanto concerne la competenza della XI Commissione, occorre avere riguardo alla Tabella n. 4, relativa al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, mentre non risultano voci apprezzabili per quanto concerne la Tabella n. 2, relativa al Ministero dell'economia. In termini di previsioni iniziali, il consuntivo relativo al 2009 evidenzia, per quanto riguarda la competenza, impegni pari a 78,89 miliardi di euro per la parte corrente e a 1,51 miliardi di euro per il conto capitale, per un totale di 81,40 miliardi di euro. In corso d'esercizio tali previsioni hanno avuto un incremento netto di 1,63 miliardi di euro in termini di competenza (di cui 1,24 miliardi di euro di parte corrente e 392,96 milioni di euro in conto capitale) e 3,67 miliardi di euro in termini di cassa (di cui 2,24 miliardi di euro di parte corrente e 1,43 miliardi di euro in conto capitale). Pertanto, le previsioni in via definitiva ammontano, per la parte di competenza, a 81,13 miliardi di euro di parte corrente e 1,9 miliardi di euro di conto capitale; in termini di cassa, a 82,2 miliardi di euro per la parte corrente e 3,7 miliardi di euro in conto capitale. Il conto consuntivo – ha sottolineato la relatrice - evidenzia, in termini di competenza, impegni per 81 miliardi di euro di parte corrente e 1,9 miliardi di euro in conto capitale, con conseguenti economie pari a 131 milioni di euro per la parte corrente e a 61,5 milioni di euro in conto capitale.

La cassa evidenzia, invece, pagamenti pari a 78,53 miliardi di euro per la parte corrente e 2,01 miliardi di euro per il conto capitale. Considerando le autorizzazioni definitive risulta una differenza (tra autorizzazioni definitive e pagamenti) pari a 3,67 miliardi di euro per la parte corrente e 1,68 miliardi di euro in conto capitale.
I residui accertati al 31 dicembre 2009 si stabiliscono complessivamente, per effetto delle variazioni intervenute nel corso dell'anno, in 9,37 miliardi di euro, di cui 6,03 di parte corrente e 3,34 di conto capitale. Nella Relazione sul Rendiconto semestrale dello stato per l'esercizio finanziario 2009, la Corte dei Conti ha poi chiarito che i trasferimenti agli enti di previdenza ed assistenza sociale registrano - dopo il rallentamento dal 2008 - una crescita sostenuta (89.397 e 88.322 milioni; 10 e 10,7 per cento). L'evoluzione è connessa alla parte corrente (88.025 e 86.461), che è sostanzialmente allineata al tasso di crescita medio ( 10,1 e 10,3 per cento). La progressione è dovuta, come in passato, ai trasferimenti all'INPS (82.231 a 81.300 milioni), ma anche, in particolare, alle somme aggiuntive assegnate all'INPDAP a titolo di anticipazioni di bilancio sul fabbisogno finanziario delle gestioni previdenziali nel loro complesso (5.627 milioni). Una analoga operazione di anticipazione è stata effettuata, peraltro, anche nei confronti dello stesso INPS (1.184 milioni). Riguardo a quest'ultimo ente, le voci finanziariamente più consistenti sono rappresentate dall'apporto alla gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali (da 15.906 a 16.655 milioni); dalle pensioni per gli invalidi civili (da 13.054 a 15.504 milioni); dalle agevolazioni contributive, sottocontribuzioni ed esoneri (da 12.219 a 12.369 milioni sul lato della competenza; da 12.772 a 12.369 milioni sulla cassa).

Risultano pressoché invariati gli oneri per pensioni sociali, maggiorazione sociale dei trattamenti minimi di pensione, maggiorazione sociale ed importo aggiuntivo sulle pensioni disagiate (pari in complesso a 5.332 milioni), mentre la partecipazione dello Stato all'onere delle pensioni di invalidità liquidate prima della revisione della relativa disciplina registra un incremento (da 4.217 a 4.403 milioni), e rimane stabile (1.938 e 1.807 milioni) la spesa per i pensionamenti anticipati. Una crescita inferiore al punto percentuale espongono la partecipazione dello Stato all'onere per le pensioni d'annata e per la rivalutazione delle pensioni (pari in complesso a 5.219 e 5.142 milioni). Fra le altre somme più rilevanti trasferite all'Inps figurano: contributi per la copertura del disavanzo del Fondo pensioni per il personale delle Ferrovie dello stato S.p.A. (3.900 milioni) ed il finanziamento degli oneri derivanti dalla confluenza dell'Inpdai nel fondo pensioni lavoratori dipendenti (1.147 milioni).
Ulteriori spese riguardano i trasferimenti per oneri pensionistici a favore di particolari soggetti (1.156 milioni); l'esonero dal versamento dei contributi sociali da parte dei datori di lavoro in relazione al conferimento del Tfr alla previdenza complementare (454 milioni), il riscatto ai fini pensionistici del corso legale di laurea (234 milioni). Infine, rileva che registrano una «impennata», per quanto si è detto, i flussi verso l'Inpdap (5.894 e 5.773 milioni), mentre le assegnazioni all'Inail si commisurano a 612 e 189 milioni.

L’assestamento di bilancio – ha proseguito la relatrice- provvede all’aggiornamento, a metà esercizio, degli stanziamenti del bilancio dello Stato, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente: lo stato di previsione della spesa del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2010, approvato con la legge 22 dicembre 2009, n. 192 (Tabella n. 4), recava, in termini di competenza, spese complessive per 81,62 miliardi di euro, di cui 80,66 miliardi di parte corrente e 957 milioni di conto capitale. Per quanto riguarda la cassa, erano previste spese complessive pari a 81,68 miliardi di euro, di cui 80,72 miliardi di parte corrente e 959 milioni in conto capitale.

All'atto della presentazione al Parlamento del progetto di legge di bilancio, la consistenza dei residui presunti al 1 gennaio 2010 risultava pari a 4,4 miliardi di euro per la parte corrente e a 1,5 miliardi di euro in conto capitale, per un totale di 5,9 miliardi. La massa impegnabile (competenza e residui) ammontava a 87,6 miliardi di euro, di cui 85,4 per la parte corrente e 3,4 per la parte in conto capitale. La massa spendibile (cassa e residui) ammontava a 87,6 miliardi di euro, di cui 85,1 di parte corrente e 2,5 in conto capitale. Le previsioni iniziali illustrate subiscono alcune modifiche derivanti da variazioni introdotte in forza di atti amministrativi (adottati nel periodo gennaio-maggio 2010) e variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento in esame.
Soltanto queste ultime costituiscono oggetto della decisione parlamentare: tutte le variazioni interessano le unità previsionali approvate dal Parlamento con la predetta legge n. 192 del 2009 e si collocano sui capitoli in cui sono state ripartite le unità medesime con l'emanazione, ai fini della gestione e della rendicontazione, del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 30 dicembre 2009. Per quanto concerne le variazioni tramite atti amministrativi, alcune interessano esclusivamente le dotazioni di cassa, per un totale di 15,66 milioni di euro, altre variazioni imputabili ad atti amministrativi riguardano, invece, sia la competenza che la cassa, e derivano da norme di carattere generale, per un totale di 2,46 miliardi di euro in termini di competenza e di 2,99 miliardi di euro in termini di cassa.

Le variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento consistono in un incremento complessivo di circa 201,8 milioni di euro, in termini di competenza, interamente ascrivibile all'aumento delle spese correnti; con riferimento ai residui, si registra un incremento complessivo di 3,62 miliardi di euro, derivante da un incremento di 1,72 miliardi di euro per le spese correnti e di 1,89 miliardi di euro per le spese in conto capitale; relativamente alla cassa, le variazioni proposte consistono in un incremento complessivo di 436,8 milioni di euro, derivante da un incremento di 436,5 milioni di euro per le spese correnti e di 313 milioni di euro per le spese in conto capitale. Inoltre, la Nota preliminare evidenzia che le principali variazioni proposte con l'assestamento riguardano l'integrazione di spese di natura indifferibile o inderogabile, sulla base di una rigorosa valutazione delle richieste dell'Amministrazione.

Per quanto concerne le missioni e i programmi
riferibili alle competenze della XI Commissione, tra le variazioni più consistenti si segnalano, in particolare, le seguenti: nell'ambito della Missione n. 25, relativa alle Politiche previdenziali, il Programma 25.2 (Previdenza obbligatoria e complementare, sicurezza sociale - trasferimenti agli enti ed organismi interessati) registra variazioni per 193 milioni di euro in termini di competenza e 411,7 milioni di euro in termini di cassa; nell'ambito della Missione n. 26, relativa a Servizi istituzionali e generali della pubblica amministrazione, il programma 32.3 (indirizzo politico) registra variazioni per 277 milioni di euro in termini di competenza e 356 milioni di euro in termini di cassa. Inoltre, le previsioni per il bilancio 2010 si assestano, per i residui, in 9,6 miliardi di euro, di cui 6,2 per la parte corrente e 3,4 in conto capitale; per la competenza, in 84,3 miliardi di euro, di cui 80,8 per le spese correnti e 3,4 in conto capitale; per la cassa, in 85,1 miliardi di euro, di cui 81,1 per le spese correnti e 4 per le spese in conto capitale. Le variazioni complessive effettuate rispetto alle previsioni iniziali sono pari, per la spesa di parte corrente, a 1,72 miliardi di euro per i residui, 157,8 milioni di euro per la competenza e 406,6 milioni di euro per la cassa; per la spesa in conto capitale, sono pari a 1,89 miliardi di euro per i residui, 2,5 miliardi di euro per la competenza e 3 miliardi di euro per la cassa. Le variazioni complessive ammontano, pertanto, a 1,89 miliardi di euro di residui, 2,5 miliardi di euro di competenza e 3,43 miliardi di euro di cassa. In conclusione la relatrice ha proposto di esprimere parere faverevole sui disegni di legge all’esame congiunto.

Nella seduta di martedì 13 luglio sono state inoltre svolte le seguenti interrogazioni: 5-00022 Caparini: Benefici previdenziali per i dipendenti della “Acciaieria di Darfo Spa”; 5-03144 Gnecchi: Incentivi per favorire il ricambio generazionale nel mondo del lavoro, mentre, a seguito di intese intercorse tra il rappresentante del Governo e il presentatore, lo svolgimento dell'interrogazione 5-03059 Brandolini: Difformità nel riconoscimento di agevolazioni contributive ai lavoratori agricoli è stato rinviato ad altra seduta.

L’esame dei disegni di legge consuntivo e di assestamento del bilancio è proseguito nella seduta di mercoledì 14 luglio: dopo che il Presidente Moffa ha fatto presente che non sono stati presentati emendamenti ai disegni all’esame congiunto, i deputati Santagata e Miglioli e Miglioli (PD) hanno segnalato i preoccupanti incrementi di spesa che si registrano per le voci del disegno di legge di assestamento relativi ai trasferimenti agli enti previdenziali (con riferimento, in particolare, all'INPDAP), e che, in assenza di un'opera di razionalizzazione e sistematizzazione dell'intero settore previdenziale - che risolva definitivamente l'annosa questione della commistione tra previdenza e assistenza - rischiano di incidere pesantemente sul bilancio dello Stato e di rendere assai poco chiaro il quadro dei conti pubblici.

Per il rendiconto riguardante il 2009, persiste inoltre la pericolosa tendenza a produrre residui passivi di spesa corrente, nonostante taluni interventi di riduzione operati dal Ministro dell'economia e delle finanze: ciò rappresenta, a giudizio degli intervenuti, il chiaro segnale della mancanza di qualità nella gestione dei conti pubblici e dell'assenza di un preciso indirizzo strategico del Governo. Inoltre I deputati del Pd hanno eccepito il mancato rispetto delle procedure e dei termini previsti dalla recente riforma della contabilità pubblica, mentre il Governo continua ad intervenire su materie economiche ricorrendo a decreti-legge e alla posizione di continue questioni di fiducia, escludendo il Parlamento dall'esame di manovre economiche importanti e delicate.

Dal contenuto del rendiconto generale per il 2009 e del disegno di legge di assestamento per il 2010, si ravvisa, secondo i deputati del Pd, un pericoloso incremento del debito pubblico, nonché un aumento della spesa corrente, entrambi accompagnati dal totale azzeramento dell'avanzamento primario: si tratta di elementi che fotografano lo stato di salute fortemente compromesso dei conti pubblici, ulteriormente aggravato dalla mancanza di iniziative dell'Esecutivo in materia di lotta all'evasione fiscale e al lavoro sommerso. Tali dati, unitamente ad una gestione poco trasparente dei residui e dei capitoli di spesa dedicati al finanziamento degli ammortizzatori sociali, dimostrano l'inadeguatezza dei provvedimenti in esame, che determinerà come conseguenza inevitabile, a breve, un innalzamento della pressione fiscale. Per le ragioni esposte, gli intervenuti hanno annunciato il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di relazione favorevole formulata dal relatore.

Secondo il deputato Cazzola (Pdl), l'Italia ha superato indenne un grave momento di difficoltà che ha colpito l'economia mondiale, mediante una gestione oculata e prudente dei conti pubblici, evidenziata dai provvedimenti in esame: la stessa manovra di finanza pubblica attualmente all'esame del Parlamento, che ha ricevuto riconoscimenti positivi anche in sede europea, risulta meno onerosa rispetto a quella di molti altri Paesi europei e testimonia una continuità di tenuta dei conti sorprendente, nonostante si registrino ancora degli elementi di criticità connessi a fenomeni di parcellizzazione della spesa, ad esempio nell'ambito del finanziamento decentrato. Quanto al problema del trasferimento di risorse pubbliche agli enti previdenziali, ha ricordato che, nel corso dell'esame al Senato della predetta manovra di finanza pubblica, sono state avanzate proposte di modifica da parte del relatore tese a tagliare l'aliquota di finanziamento dell'attività dei patronati, applicata sul gettito dei contributi previdenziali obbligatori, al fine di evitare quell'aumento della contribuzione che la legislazione vigente prevede solo come eventuale in caso di mancata realizzazione di risparmi di spesa derivanti dalla razionalizzazione del sistema degli enti previdenziali: la natura di tale intervento riparatore, dunque, metterebbe in evidenza che allo stato tale attività di razionalizzazione non è stata posta in essere oppure non lo è stata in modo adeguato.

Il deputato Delfino (Udc), pur riconoscendo limitati elementi di positività nel quadro degli interventi per la sistemazione dei conti pubblici, ha giudicato insufficiente la "politica dei piccoli passi" intrapresa dal Governo in materia di politica economica, per la mancanza di idonee misure di contrasto al lavoro sommerso e all'evasione fiscale e per la scarsità dei trasferimenti agli enti locali. Nell'auspicare, quindi, un mutamento dell'orientamento del Governo in materia economica, ha preannunciato il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di relazione favorevole.

Il deputato Damiano (Pd), in relazione alle considerazioni svolte dal deputato Cazzola, si è detto contrario a qualsiasi intervento volto a minare l'autonomia dei patronati e, per il loro tramite, delle stesse organizzazioni sindacali.

Al deputato Cazzola, che gli ha fatto presente che gli interventi da lui evocati sono basati su una disposizione di legge finalizzata alla "razionalizzazione" degli enti previdenziali, il deputato Damiano ha ricordato che il Governo avrebbe dovuto porre in essere una riforma di tali enti in grado di articolarli su due distinti poli, l'uno dell'assistenza e l'altro della previdenza: tale soluzione, accolta positivamente anche dalla Commissione di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, non è stata invece attuata dal Governo, che ha preferito muoversi lungo differenti linee di intervento.

Con votazioni separate
, la Commissione ha quindi approvato la proposta di relazione favorevole sul disegno di legge recante rendiconto generale dello Stato per l'anno finanziario 2009 e la proposta di relazione favorevole sul disegno di legge recante assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2010, con riferimento alle parti di competenza.

La Commissione ha quindi esaminato in sede consultiva, per il parere alla Commissione bilancio, la proposta di legge recante disposizioni in favore dei territori di montagna, e derivante dall’unificazione di numerose proposte di legge, di iniziativa parlamentare, oltre alla proposta n. 2932, d’iniziativa del Consiglio regionale della Valle d'Aosta.

Il relatore Foti (Pdl) ha fatto notare che il provvedimento si propone di fare fronte alla generale situazione di disagio dei territori montani, e di provvedere alla salvaguardia e alla valorizzazione delle specificità culturali, economiche, sociali e ambientali di tali zone. Dato conto dell'impianto generale del provvedimento, il relatore si è soffermato sulle parti di competenza della Commissione lavoro: l'art. 6 contiene una modifica alla n. 74 del 2001, prevedendo che, nell'ambito del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnas) del Club alpino italiano (Cai), siano aggiunte determinate figure professionali oltre a quelle già individuate e riconosciute dalla medesima disciplina; lo stesso articolo stabilisce che il Cnas si avvalga prevalentemente dell'attività prestata in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati per il perseguimento dei fini istituzionali. Vi è poi un limitato riferimento - contenuto all'art. 7, comma 4 - alle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, con le quali si provvede all'attuazione delle norme sulla certificazione di ecocompatibilità, e un altrettanto circoscritto richiamo alle attività propedeutiche di avvicinamento dei giovani alla professione di guida alpina e maestro di sci (arti. 10), che possono essere intraprese dal Collegio nazionale delle guide alpine italiane e dal Collegio nazionale dei maestri di sci. In conclusione, il relatore ha proposto di esprimere parere favorevole sul testo unificato in esame.

Per il Gruppo del Partito Democratico i deputato Codurelli e Miglioli, pur ravvisando elementi di positività nel provvedimento in esame, ne hanno sottolineato i limiti di natura sostanzialmente assistenziale , giudicando necessario un drastico ripensamento dei piani di sviluppo delle zone svantaggiate di montagna, considerato anche lo spopolamento e l'impoverimento di quelle aree, e dedicando particolare attenzione alle attività di prevenzione del territorio e alla salvaguardia dell'ambiente, elementi che potrebbero portare effetti benefici anche in termini di incremento dell'occupazione qualificata. In conclusione, gli intervenuti hanno auspicato che la XI Commissione possa segnalare tali aspetti nel proprio parere, evidenziando soprattutto l'esigenza di introdurre serie e mirate misure legislative, dirette a favorire il rilancio dell'occupazione nelle aree montane e a sostenere politiche del lavoro e iniziative per l'incentivazione delle attività produttive in quelle aree.
Sia il deputato Delfino (Udc) sia il deputato Miglioli (Pd) hanno quindi preannunciato il voto favorevole dei rispettivi gruppi sul provvedimento all'esame.

Dopo una breve replica
del relatore Foti, la Commissione ha approvato la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.


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26/07/2010 16:46

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