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Cgil, il 29 settembre manifestazione a Roma

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Epifani annuncia una manifestazione per il 29 settembre a Roma, in concomitanza con la mobilitazione europea della Ces. "La manovra colpisce i più deboli e non stimola la ripresa". Cisl e Uil? "Manca un'idea di autonomia"

"Ancora oggi in Parlamento il ministro Tremonti è tornato a parlare della manovra approvata in Senato ignorando del tutto gli aspetti che la rendono diversa da tutte le manovre, in qualche caso anche più pesanti, varate nel resto d’Europa e cioè la sua iniquità e il suo profilo depressivo sull’economia". Guglielmo Epifani torna così sulla manovra economica del Governo italiano nel corso di una riunione del gruppo dirigente nazionale della Cgil che si è tenuta oggi a Roma e annuncia una nuova grande mobilitazione della Cgil per il prossimo 29 settembre a Roma, in concomitanza con la manifestazione europea indetta dalla Ces.

Sulla manovra il leader di Corso Italia
è netto: "E' iniqua - dice - perché i costi del risanamento sono solo a carico di una parte del paese, quello più debole, quello rappresentato dal lavoro dipendente e dai redditi più bassi che finiscono con il pagare anche per i ceti più abbienti". Secondo Epifani invece non è toccata dai sacrifici la fascia di più alto reddito del paese: "Non viene chiesto niente alle rendite, ai patrimoni, alle imprese". E questa iniquità strutturale, continua il segretario, è uno degli elementi che caratterizza la manovra italiana dalle altre.

L’altro è costituito dal fatto
che "non prevede nessuno stimolo per la ripresa dell’economia, nessun incentivo sui redditi e sui consumi, mentre tutti gli altri paese, pur introducendo tagli pesanti, hanno risparmiato la ricerca, la formazione, l’innovazione, cioè l’investimento sul futuro". Epifani ribadisce dunque che la manovra di Tremonti "è complessivamente depressiva e ha ragione Bankitalia a stimare un effetto negativo sul pil tra lo 0,5 e lo 0,8 per cento". Tutto questo secondo il leader della Cgil avrà come conseguenza un Paese meno coeso, più frammentato a livello territoriale, generazionale, sociale. E il quadro drammaticamente realistico tracciato dalla Svimez - aggiunge Epifani - non potrà che peggiorare mentre il governo punta ad accentrare sempre più la gestione delle risorse".

Fra i problemi che la manovra produrrà nei prossimi anni uno dei più rilevanti per il segretario Cgil è l’assetto previdenziale. "Non c’è nessuna riforma delle pensioni, come sostiene Tremonti - dice Epifani - ma solo un rialzo brutale dell’età pensionabile che punta a fare cassa, creando nuovi pesanti squilibri e accentuando quelli già esistenti. Inoltre - prosegue il sindacalista - con la mancata revisione dei coefficienti di trasformazione, non si interviene per il futuro pensionistico dei giovani".

Secondo Epifani, legare poi l’uscita dal lavoro automaticamente all’aspettativa di vita media è assurdo: "Se cresce fino a 90-95 anni, come è possibile, ne consegue che si può restare al lavoro fino a 75-80 anni? Non c’è un rapporto automatico fra vita più lunga e capacità lavorativa, è un meccanismo che non regge". Resta poi aperto il problema dei lavoratori in mobilità lunga, perché, spiega ancora il leader Cgil, il tetto alle prime 10.000 domande di pensione lascia senza certezze un platea molto ampia di lavoratori".

Fra le molte altre cifre negative
di questa manovra che Epifani mette in evidenza, ci sono poi i tagli agli organici dei servizi pubblici, che "oltre ad avere effetto diretto sull’occupazione", si traducono "in riduzione della qualità e dell’universalità dei diritti". E ancora, ci sono: "Lo svuotamento dei finanziamenti alle opere infrastrutturali di dimensioni grandi e piccole; la riduzione dei trasferimenti a regioni ed enti locali. Inoltre è diventato inesistente il ruolo del ministero dello Sviluppo economico, mentre a fine anno termineranno le risorse per la cig in deroga, non si vede traccia di nuovi interventi e sarà ben difficile che questa volta le Regioni possano supplire".

"Tutto questo - aggiunge Epifani
- mentre non c’è alcuna certezza sul superamento della crisi economica, malgrado i buoni segnali di queste settimane che andrebbero però interpretati in relazione ai settori produttivi e alle aree territoriali. In ogni caso - avverte il segretario - gli effetti della ripresa sull’occupazione non sono immediati e c’è il rischio che le imprese, anche per l’effetto depressivo della manovra, siano tentate di affrontare la concorrenza comprimendo i costi e dunque l’occupazione, i salari, i diritti".

In questo quadro Epifani ha annunciato che continueranno le iniziative della Cgil per il lavoro e i diritti, dopo gli scioperi e le manifestazioni di queste settimane che hanno avuto "generalmente esiti molto positivi e in alcuni casi superiori alle aspettative".

Non manca il riferimento alle altre sigle sindacali
: "Cisl e Uil continuano a non esserci - dice Epifani - Manca un’idea di autonomia, sembrano muoversi in funzione delle scelte di governo e imprese, spesso rompendo radicalmente con il tradizionale patrimonio di tutto il movimento sindacale e con la propria stessa cultura. Per esempio - prosegue il segretario di Corso Italia - come è possibile che sia diventato accettabile un interevento sulle pensioni per fare cassa, per risparmiare, cosa sempre esclusa da tutti noi? E come può il segretario della Cisl essere contento per la parziale reintroduzione degli scatti automatici di anzianità nella scuola, affidandosi alla potenziale benevolenza del governo piuttosto che al principio dell’autonomia contrattuale, caposaldo della cultura della Cisl?".

E a proposito dei licenziamenti fatti dalla Fiat, Epifani si chiede: "Come può un dirigente sindacale ironizzare e dire che ci si può appellare alla magistratura? E’ in atto una progressiva perdita di autonomia: e questo spiega perché si debba ricorrere alle bugie e continuare a sostenere che in Europa scioperino solo tre sindacati ‘comunisti’: non è vero - conclude Epifani - in tutta Europa le sigle sindacali di diverso orientamento hanno fatto o stanno preparando scioperi o manifestazioni contro gli interventi dei governi, fino a quella generale europea indetta dalla Ces per il 29 settembre, nell’ambito della quale, lo stesso giorno, la Cgil promuoverà una grande manifestazione nazionale a Roma".



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TAGS cgil cisl manifestazione epifani manovra

21/07/2010 18:41

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2
Una buona occasione per fare "la festa" a Berlusconi, visto che per una strana coincidenza quel giorno è anche il suo compleanno.
claudio gandolfi
1
perchè chiamare Epifani "il Lrader di corso italia"? appellarlo con il linguaggio della destra italiana, che non si associa all'idea di democrazia che dovrebbe essere alla base del diritto del lavoro. Non mrraviglia che , i documenti congressuali siano carenti di democrazia interna....come la gestione delle ferie nell'azienda Dayco Europe lasciata nelle mani della D.A.senza alcuna controprestazione monetizzante l'interruzione delle 3 settimane già in accordo annuale di calendario...se si semina

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