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Intercettazioni: Fammoni (Cgil), adesso si ritiri la legge

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“A questo punto si ritiri questa legge e la si sostituisca con norme che riguardino solo la privacy e non la giustizia o la libertà di informazione”. A chiederlo è il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, dopo il passo indietro del governo sul disegno di legge relativo alle intercettazioni.

“Dicevano che il ddl non era modificabile e che chi era contrario riempiendo le piazze contro la legge bavaglio perdeva tempo - aggiunge -. Eppure il governo ha dovuto cedere: prima con alcune retromarce parziali e poi su un punto fondamentale come il diritto di cronaca, adottando il meccanismo della udienza stralcio che dall’inizio avevamo proposto. Restano però anche su questo aspetto margini di furbizia e ambiguità, come la mancanza del termine esplicito dell’udienza filtro che vorrebbe lasciare ampi margini di discrezionalità”.

Così come, continua il dirigente sindacale, “restano ancora nel testo norme gravi e punitive per gli editori e gli operatori dell’informazione e norme sbagliate che limitano fortemente le indagini su cui la nostra contrarietà e mobilitazione continua”. Per questo Fammoni chiede che “si ritiri questa legge” annunciando che “in ogni caso il vastissimo movimento, che ha dato vita alle manifestazioni del 3 ottobre e del primo luglio 2010 e che ha acquisito un primo risultato importantissimo, continuerà con tutte le iniziative già programmate”.



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TAGS intercettazioni

21/07/2010 16:21

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