Intercettazioni: i sette emendamenti di ispirazione finiana
Le correzioni sulle quali Dario Franceschini chiede il voto ai parlamentari vicini al presidente della Camera. Alcune sopprimono le norme più critiche del ddl intercettazioni. Altre sono “di contenimento del danno”
Prorogare la durata delle intercettazioni, abolire le sanzioni a carico degli editori, tornare all’autorizzazione da parte del gip invece che del tribunale collegiale, parificare le intercettazioni ambientali a quelle telefoniche applicando ad entrambe le stesse regole. E ancora, parificare la disciplina delle intercettazioni nelle indagini per associazione non di stampo mafioso a quella per le indagini su mafia e terrorismo, tornare ai ‘gravi indizi di reato’ come presupposto base per l’uso delle intercettazioni. Infine, meno vincoli per le riprese visive.
Sono i sette emendamenti del Pd di ‘ispirazione finiana’, sui quali Dario Franceschini chiede, per coerenza, il voto ai parlamentari vicini al presidente della Camera. Alcuni sono soppressivi delle norme più critiche del ddl intercettazioni, all’esame della commissione Giustizia, altri “di contenimento del danno”, per garantire la libertà di stampa e le indagini dei magistrati.
Ecco il contenuto delle proposte di modifica
In uno si sottolinea che “ulteriori proroghe di 15 giorni possono essere concesse qualora l’intercettazione stia raccogliendo elementi essenziali ai fini dell’accertamento e la sua interruzione cagionerebbe pregiudizio alle esigenze investigative”. Il Pd spiega che così “si ritorna alla disciplina attualmente in vigore con un rafforzamento dell’onere di motivazione per la proroga in relazione alle effettive esigenze investigative”.
Quanto alla responsabilità giuridica degli editori, si chiede di “sopprimere le sanzioni pecuniarie previste dal testo del Senato salvaguardando la libertà dei direttori e delle intere redazioni dei giornali”. Questo, partendo dal presupposto che un editore direttamente responsabile dei contenuti pubblicati interferirebbe con il lavoro giornalistico.
Competenza del tribunale. L’autorizzazione, secondo il Pd, deve tornare al gip. Nella spiegazione dell’emendamento si sottolinea che l’attuale “previsione della competenza del tribunale del distretto in composizione collegiale (per ogni intercettazione telefonica, per ogni utenza, per ogni richiesta di tabulato, per ogni proroga, per ogni ambientale, per ogni convalida di atto urgente adottato dal pm) e’ assolutamente irragionevole e avrà un impatto organizzativo disastroso sul sistema giustizia”.
Un quarto emendamento chiede di mantenere in vigore la disciplina prevista dall’articolo 13 della cosiddetta legge Falcone (la 152 del 1991). In pratica di chiede di parificare la disciplina delle intercettazioni nelle indagini per associazione non di stampo mafioso a quella per le indagini su mafia e terrorismo. Nonostante le proposte di modifica del Pdl e della Bongiorno, infatti, sottolinea il Pdl, “si continua a tenere fuori la previsione dell’associazione a delinquere (cioe’ della stabile organizzazione criminale non di tipo mafioso) finalizzata alla commissione di reati comuni come rapine, violenza carnale, usura, corruzione, bancarotta, truffe aggravate e non, sfruttamento della manodopera agricola”.
Tornare ai ‘gravi indizi di reato’. Con questo emendamento, si legge nella spiegazione al testo, si ritiene che “si possa assicurare il rigoroso controllo sulla sussistenza dei presupposti” per avviare gli ascolti “mediante la previsione di gravi indizi di reato e l’ulteriore requisito che l’intercettazione di una determinata utenza o la ripresa visiva di comportamenti comunicativi in un determinato luogo e’ assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione dell’indagine”.
Intercettazioni ambientali. Il Pd, chiede che quelle extra-domiciliari “devono essere parificate nei presupposti alle intercettazioni telefoniche”. Solo per quelle domiciliari “e’ previsto un requisito piu’ stringente, finalizzato all’acquisizione di elementi fondamentali per l’accertamento del reato o all’obiettivo di prevenire la commissione di uno dei reati intercettabili”.
Con un ultimo emendamento, si interviene sulle riprese visive
Nella proposta Pd si prevede che “sono sottoposti ai presupposti delle intercettazioni solo le riprese a contenuto captativo di conversazioni e quelle effettuate in luoghi di privata dimora, in attuazione delle pronunce della Corte costituzionale”. Quanto alle riprese visive a contenuto non captativo di conversazioni, quelle che si svolgono al di fuori di luoghi pubblici sono autorizzate dal pm con decreto motivato, mentre quelle che si svolgono in luoghi pubblici possono essere eseguite di propria iniziativa dalla polizia giudiziaria.
I democratici chiedono alla minoranza del Pdl di votare 7 emendamenti sul ddl intercettazioni: “Sono in linea con le loro posizioni”. Cicchitto: “Serrare le fila, o cade tutto”. Bocchino: “Tranquilli, voteremo solo gli emendamenti Bongiorno”