I periti hanno ricostruito gli eventi che hanno portato all'esplosione che causò la morte degli operai della ditta Manili. Secondo i consulenti della procura sono evidenti le responsabilità dell'imputato, per l'assenza di una valutazione dei rischi
Il processo Umbria Olii, il cui primo grado di giudizio si sta celebrando presso il tribunale di Spoleto, ha vissuto ieri e oggi due giornate molto importanti, con l'audizione dei 4 periti della procura, gli stessi che hanno stilato il documento alla base del rinvio a giudizio di Giorgio Del Papa, titolare dell'azienda di Campello sul Clitunno, accusato dell'omicidio colposo dei 4 lavoratori che vi persero la vita il 25 novembre 2006.
Ieri, i 4 esperti, due dei quali (Norberto Piccinini e Luca Marmo) sono impegnati anche nel processo ThyssenKrupp, hanno ricostruito nel dettaglio gli eventi che hanno portato alla devastante esplosione che ha causato la morte degli operai della ditta Manili, impegnata in lavori di manutenzione per conto di Umbria Olii. E secondo i consulenti della procura sono evidenti le responsabilità dell'imputato, per l'assenza di un'adeguata valutazione dei rischi e quindi per la mancata informazione ai lavoratori della Manili dei rischi che avrebbero potuto correre effettuando delle saldature sui silos.
Oggi la difesa ha contro interrogato i periti, cercando di smontare la tesi accusatoria. Gli avvocati di Del Papa hanno anche adombrato l'ipotesi, mai emersa prima, di una responsabilità dell'unico superstite, Claudio Demiri, che avrebbe effettuato una manovra errata con la gru. Tuttavia le immagini riprese dalla telecamera a circuito interno non sembrano lasciare molto spazio per questa teoria.
L'udienza di oggi è stata l'ultima prima di una lunga pausa estiva. Il processo riprenderà infatti il prossimo 21 settembre. Da lì, la conclusione del primo grado, nelle intenzioni del giudice Alberto Avenoso, dovrebbe arrivare nel giro di 4-5 udienze. Ma secondo gli avvocati dei familiari delle vittime sarà comunque difficile che si possa avere una sentenza entro l'anno. E poi, come già accaduto molte volte in questa vicenda processuale, non si possono mai escludere colpi di scena.