“Dopo il ritiro degli emendamenti che avrebbero colpito le persone con disabilità e le loro famiglie, il governo tira fuori dal cilindro un’altra disposizione ‘discriminatoria’”. Così la responsabile dell’Ufficio Politiche per la disabilità della Cgil, Nina Daita, commenta oggi (13 luglio) l’emendamento approvato ieri in commissione Bilancio del Senato che “prevede la possibilità - spiega - di aumentare, nelle classi e sezioni delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, il numero massimo di studenti nelle classi frequentate da alunni con disabilità, oltre il limite stabilito di 20 alunni”.
Secondo la dirigente sindacale “il rischio è quello di compromettere la qualità della scuola, a svantaggio dell’istruzione e dell’inclusione scolastica, discriminando gli alunni più deboli”. La scuola, osserva, “già è stata colpita da numerosi tagli e misure restrittive da parte dell’attuale governo, ma fortunatamente, in alcuni casi e per quanto riguarda gli studenti con disabilità, la Corte Costituzionale è venuta in suo soccorso”. Per Daita, infine, “è davvero una persecuzione, un’ossessione nei confronti del mondo della disabilità. Il modello d’integrazione scolastica per le alunne e gli alunni con disabilità è unico in Europa, ed apprezzato da tutti - conclude -. Perché sgretolarlo? Vada per i sacrifici ma diciamo no alla discriminazione”.