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Lavoro domestico, 6 su 10 non in regola

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Una ricerca del Censis svela la giungla di irregolarità che caratterizza il mondo delle colf: il 40% è totalmente in nero ed è gigantesca l'evasione contributiva. Ma anche la sicurezza è un problema: il 70% dei lavoratori subisce almeno un incidente

 (immagini di Fabrizio Ricci)
Il lavoro dentro le mura domestiche non è affatto più sicuro di altri lavori e gli incidenti sono sempre dietro l'angolo. Per di più l'irregolarità continua a rappresentare una condizione estremamente diffusa per chi lavora in casa, con la maggioranza dei collaboratori domestici in condizioni di lavoro grigio o totalmente nero. E' questa la fotografia scattata dal Censis nel rapporto "Dare casa alla sicurezza", presentato oggi al Cnel.

Il 44,3% delle collaboratrici domestiche
, più comunemente chiamate colf, dichiara di avere avuto almeno un incidente sul lavoro nell'ultimo anno; di questi, l'11,2% ha avuto più di un'occasione di infortunio. Con riferimento all'ultimo triennio la percentuale sale al 61,2% mentre se si considera l'intero arco di vita professionale la percentuale arriva al 70,5%. Ad essere più colpiti sono gli stranieri (46,3% di incidenti nell'ultimo anno contro il 39,6% degli italiani) e gli incidenti più diffusi sono bruciature (18,7%), scivolate (16,1%), cadute dalle scale (12,2%).

Si tratta di incidenti
che producono quasi sempre (nell'84,4% dei casi) conseguenze fisiche per il lavoratore, anche se nella stragrande maggioranza dei casi non comportano alcun tipo di inabilità al lavoro (48,6%) o l'esigenza di assentarsi (71,5%). Ma vi è una quota non trascurabile di incidenti (28,5%) che, al contrario, oltre a produrre effetti sulla salute, condiziona il proseguimento dell'attività comportando l'assenza dal lavoro: nel 18,8% dei casi superiore ai tre giorni, nell'11,9% superiore alla settimana.

C'è poi il capitolo contratto. Il 39,8% degli intervistati dal Censis dichiara di essere totalmente irregolare e il 22% "si districa in una giungla fatta di rapporti a volte regolari, altre volte no, o rispetto ai quali vengono versati contributi per un orario inferiore a quello effettivamente lavorato". A fronte di questa maggioranza, pari complessivamente al 61,8% degli intervistati, vi è invece un 38,2% che dichiara di svolgere un lavoro totalmente regolare.

In termini di evasione contributiva, tutto questo comporta che su cento ore di lavoro, sono soltanto 42,4 quelle per cui vengono effettivamente versati i contributi; quindi, quasi 6 ore di lavoro su dieci risultano prive di qualsiasi forma di copertura previdenziale, ossia la metà del lavoro svolto avviene al di fuori del quadro di regole, tutele e garanzie previste dalla legge.

Il fenomeno dell'irregolarità
colpisce maggiormente i lavoratori giovani (è totalmente irregolare il 56,3% degli under 30 anni) e inesperti. "Inoltre - secondo lo studio Censis - contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, sono gli italiani ad essere maggiormente coinvolti nel fenomeno: il 53,9% lavora completamente in nero contro il 34,7% degli stranieri".



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TAGS sicurezza lavoro censis lavoro domestico

13/07/2010 10:43

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