Rubriche

Multimedia

Speciali

La protesta

Fiat, ancora scioperi da Torino a Melfi

Clima rovente in casa del Lingotto. Dopo il caso Pomigliano, scoppia quello Melfi: i lavoratori reagiscono alla sospensione di tre operai, di cui due della Fiom. E mentre monta la protesta nelle fabbriche del nord, in Basilicata sciopera anche la Cisl

foto di Attilio Cristini (immagini di Attilio Crisitni)
Scioperi e presidi, dal Piemonte alla Basilicata. La situazione in Fiat non accenna a raffreddarsi e anzi, dopo Pomigliano, anche gli altri stabilimenti, a partire da quello di Melfi, salgono alla ribalta per lo scontro sempre più acceso tra azienda e sindacati, in particolare la Fiom Cgil.

Quest'ultima è tornata oggi (12 luglio) a chiedere con forza di ritirare i provvedimenti presi a carico dei tre dipendenti della Fiat di Melfi, due de quali proprio delegati Fiom, e fare chiarezza sui fatti, dato che le accuse mosse ai lavoratori che al sindacato "non risultano vere". Le richiesta è stata avanzata ufficialmente nell'incontro con Fiat tenuto nel pomeriggio di oggi, lunedì 12 luglio, a Potenza, nella sede di Confindustria Basilicata, davanti alla quale si sono radunati circa 200 operai, provenienti anche da Pomigliano d'Arco, che poi si sono mossi in corteo verso la Regione Basilicata.

"Abbiamo chiesto - ha detto il segretario della Basilicata della Fiom-Cgil, Emanuele De Nicola - il ritiro dei provvedimenti, poiché i fatti addebitati ai lavoratori non ci risultano veri, ma anche un'ulteriore verifica sia delle dichiarazioni rese dal gestore operativo dello stabilimento, sia di quelle rilasciate dagli operai che erano presenti al momento della sospensione dei tre".

"Adesso la Fiat - ha spiegato il coordinatore nazionale auto della Fiom, Enzo Masini - ha tempo fino a domani sera per dare una sua risposta. Nel caso non dovesse farlo, gli operai dovranno tornare al lavoro mercoledì, poiché una sospensione cautelare può durare solo sei giorni. Se poi la Fiat dovesse trasformare il provvedimento in un licenziamento, allora oltre a procedere alle impugnazioni, presenteremmo denuncia per comportamento antisindacale".

E sulla vicenda Melfi è intervenuto oggi anche il portavoce di Sinistra Ecologia Libertà, Nichi Vendola, che ha chiesto alle "forze politiche, a partire da quelle del centrosinistra", di "prendere in carico" la vicenda della protesta degli operai di Melfi. Vendola ha poi aggiunto: "A Melfi con l'atto compiuto dalla Fiat si vuole sospendere il diritto allo sciopero e l'esercizio della rappresentanza democratica. In questa difficile congiuntura economico-sociale atteggiamenti aziendali che fanno tornare le relazioni sindacali indietro agli anni più bui di scontro tra lavoratori-sindacati ed azienda oltre a ledere diritti individuali - ha concluso Vendola - mettono a rischio gli interessi generali della nostra comunità e dell'intero Paese".

Intanto domani,
martedì 15 luglio, a Melfi ci sarà un altro sciopero due ore alla fine di ogni turno, ma stavolta ad indirlo è la Fim Cisl per sollecitare "il pagamento del saldo del premio di risultato concordato lo scorso anno, pari a 600 euro, più ulteriori 200 euro solo per i lavoratori della Sata e dell'Acm". Lo sciopero sarà attuato sia nella fabbrica del gruppo torinese, che produce la Punto Evo, sia nelle aziende dell'indotto: 'Quando la Fiat chiede l'esigibilita' ai tavoli di trattativa - ha scritto la Fim in una nota - questo deve valere sempre, anche quando si deve concedere. I risultati, pur in un 2009 difficile, ci sono stati e i dividendi agli azionisti sono stati pagati: ora è giusto che anche i lavoratori della Sata e delle aziende dell'indotto, che hanno contribuito con pesanti sacrifici, ottengano il loro riconoscimento salariale".

E se sul fronte Melfi
la situazione sembra riscaldarsi sempre più, su quello Pomigliano Fiat ha finalmente rotto il suo silenzio dopo due settimane di calma apparente. E lo ha fatto con una lettera a firma del suo amministratore delegato, in versione 'buon padre di famiglia', indirizzata direttamente ai lavoratori : "Quando, come adesso, si tratta di costruire insieme il futuro che vogliamo, non puo' esistere nessuna logica di contrapposizione interna", scrive Marchionne rivolgendosi agli operai. "Le regole della competizione internazionale non le abbiamo scelte noi e nessuno di noi ha la possibilità di cambiarle, anche se non ci piacciono". E ancora: "L'unica cosa che possiamo scegliere è se stare dentro o fuori dal gioco".

Poi la rassicurazione
che sembra quasi una risposta diretta all'articolo "Marchionne tace o no?", che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi: Dice Marchionne, sempre rivolto agli operai: "Non abbiamo intenzione di toccare nessuno dei vostri diritti, non stiamo violando alcuna legge o tantomeno, come ho sentito dire, addirittura la Costituzione Italiana. E' una delle più grandi assurdità che si possa sostenere. Quello che stiamo facendo, semmai, è compiere ogni sforzo possibile per tutelare il lavoro".

Eppure la protesta dei lavoratori Fiat non accenna a placarsi e anzi, si estende anche nel nord del Paese. Anche oggi infatti, per il terzo giorno lavorativo consecutivo, in provincia di Torino, si sono avuti scioperi in diverse imprese del Gruppo Fiat. Alla base della protesta si fondono diverse motivazioni. Spiega la Fiom Cgil in una nota: "C'è l'ipotesi di taglio del salario aziendale, c'è il minacciato licenziamento dei lavoratori di Melfi, e c'è la protesta contro l’azione di divisione e contro le imposizioni perseguite dall’Azienda per ciò che riguarda lo stabilimento auto di Pomigliano".

Oggi sono quindi tornati a scioperare
per due ore, nel primo turno, i lavoratori della Powertrain (ex Meccaniche) di Mirafiori. Gli scioperanti sono anche usciti in corteo fuori dalla fabbrica. Allo stesso modo sono scesi nuovamente in lotta anche i lavoratori della Ipca di Grugliasco (Torino), un’altra azienda del Gruppo Fiat che esegue operazioni di stampaggio. Sempre a Grugliasco, per la prima volta sono scesi in sciopero per due ore anche i lavoratori del Comau, che sono usciti dalla fabbrica percorrendo corso Allamanno. E per domani, martedì 13 luglio, è stato proclamato dalla Fiom uno sciopero di due ore con assemblea esterna anche alla Iveco di Suzzara (Mantova).

» Il timore: Melfi come Pomigliano?

TAGS fiat melfi pomigliano marchionne

12/07/2010 19:05

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.