
Sardegna, disoccupazione giovanile al 44,7%
Un nuovo appello alla Regione affinché non vengano tagliate le risorse su lavoro e istruzione: è una sollecitazione e un grido d’allarme quello del segretario generale della Cgil sarda, Enzo Costa, che sollecita la predisposizione di un piano straordinario per contrastare la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, schizzata al 44,7 per cento. È il contenuto dell’editoriale dell’ultimo numero del mensile Cgil, L’Altra Sardegna, nel quale Costa sottolinea l’esigenza di una nuova volontà collettiva che rimetta il lavoro e la persona al centro delle politiche: “Questo è il grande senso che, come organizzazioni sindacali abbiamo voluto dare all’accordo raggiunto il 4 giugno, un accordo che ha al centro un piano straordinario per il lavoro rivolto principalmente ai giovani e alle donne”.
Il riferimento va alla discussione sulla manovra di assestamento che prevede tagli per 400 milioni sul bilancio regionale: “Abbiamo chiesto una accelerazione e un indirizzo sociale della spesa pubblica, perché non possiamo continuare a parlare di bisogni essenziali come il lavoro che manca o la lotta alle povertà, e contemporaneamente registrare che non siamo in grado neanche di spendere le risorse che abbiamo a disposizione, senza contare la questione morale su come spendiamo quelle che riusciamo a impegnare. Alla Giunta chiediamo che non vengano toccate le risorse da destinare a lavoro, istruzione e sanità. In questo momento di crisi è indispensabile favorire un reale e immediato cambiamento nelle politiche e nell’azione di governo, sempre più necessario per rilanciare l’economia della Sardegna, dar respiro allo sviluppo, soprattutto creare opportunità di lavoro per i giovani e tutelare le categorie deboli.
Nel numero dell’Altra Sardegna, due pagine dedicate agli uffici vertenze della Cgil, in particolare quello di Cagliari, un muro di contenimento degli abusi, 35 anni di trincea tra violazioni contrattuali, licenziamenti senza giusta causa e soprusi di ogni genere. Punto di osservazione privilegiato dal quale criticare gli stessi lavoratori, “anche loro, a volte, pesano più i diritti che i doveri” raccontano i responsabili dello sportello. Nelle pagine del mensile intervengo nuovamente i rappresentanti degli universitari di Cagliari e Sassari per spiegare le ragioni delle proteste studentesche contro i tagli e la riforma che, negli atenei sardi avrà affetti devastanti. Dai territori lo specchio della crisi che colpisce tutti i settori, nel Medio campidano, nel Sulcis e in Gallura. L’intervento del mese è di Walter Cerfeda, della Ces (sindacato europeo), che spiega le ragioni dello sciopero generale fissato per il 28 settembre a Bruxelles.
Il riferimento va alla discussione sulla manovra di assestamento che prevede tagli per 400 milioni sul bilancio regionale: “Abbiamo chiesto una accelerazione e un indirizzo sociale della spesa pubblica, perché non possiamo continuare a parlare di bisogni essenziali come il lavoro che manca o la lotta alle povertà, e contemporaneamente registrare che non siamo in grado neanche di spendere le risorse che abbiamo a disposizione, senza contare la questione morale su come spendiamo quelle che riusciamo a impegnare. Alla Giunta chiediamo che non vengano toccate le risorse da destinare a lavoro, istruzione e sanità. In questo momento di crisi è indispensabile favorire un reale e immediato cambiamento nelle politiche e nell’azione di governo, sempre più necessario per rilanciare l’economia della Sardegna, dar respiro allo sviluppo, soprattutto creare opportunità di lavoro per i giovani e tutelare le categorie deboli.
Nel numero dell’Altra Sardegna, due pagine dedicate agli uffici vertenze della Cgil, in particolare quello di Cagliari, un muro di contenimento degli abusi, 35 anni di trincea tra violazioni contrattuali, licenziamenti senza giusta causa e soprusi di ogni genere. Punto di osservazione privilegiato dal quale criticare gli stessi lavoratori, “anche loro, a volte, pesano più i diritti che i doveri” raccontano i responsabili dello sportello. Nelle pagine del mensile intervengo nuovamente i rappresentanti degli universitari di Cagliari e Sassari per spiegare le ragioni delle proteste studentesche contro i tagli e la riforma che, negli atenei sardi avrà affetti devastanti. Dai territori lo specchio della crisi che colpisce tutti i settori, nel Medio campidano, nel Sulcis e in Gallura. L’intervento del mese è di Walter Cerfeda, della Ces (sindacato europeo), che spiega le ragioni dello sciopero generale fissato per il 28 settembre a Bruxelles.
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TAGS sardegna
12/07/2010 11:58













