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Fini, libertà di stampa mai sufficiente

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“No a tagli drastici, semmai selezionare gli strumenti di sostegno”. Il presidente della Camera durante la relazione Agcom: “Evitare le rendite di posizione nella tv digitale”. Calabrò contro il ddl intercettazioni: “Informazione libertà costituzionale”

Foto Ricardo Francone (da Flickr) (immagini di Foto Ricardo Francone (da Flickr))
“Un grande paese democratico ha bisogno, a mio avviso, di un’informazione forte, libera ed autorevole e in un grande Paese democratico la libertà di stampa non è mai sufficiente. Non abbiamo bisogno di politiche di tagli drastici all’editoria, ma, semmai, di un accorto lavoro che selezioni gli strumenti più appropriati di sostegno pubblico e bandisca ogni forma di intervento clientelare”. È l’invito al governo del presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante la presentazione della relazione annuale dell’Agcom. Nella sua analisi c’è un interrogativo di fondo cui siamo chiamati a rispondere: “Sapranno stampa e web superare i conflitti di oggi? Saprà la politica coniugare al meglio il diritto di accesso alla rete con il cosiddetto ‘diritto dei titolari dei contenuti?”.

NO A RENDITE DI POSIZIONE. Il presidente dei deputati parla anche di digitale terrestre, sollecitando la salvaguardia di spazi per nuovi operatori che volessero entrare nel mercato.. “La svolta digitale televisiva - afferma - è un’occasione da non perdere per recuperare alcuni decenni di gestione disordinata dell’etere”. Ciò significa, “da un lato, garantire a tutti gli operatori esistenti di poter continuare a trasmettere, espandendo anche la propria offerta; dall’altro, salvaguardare spazi adeguati ai nuovi operatori, secondo un modello di effettivo pluralismo e di pari opportunità, al fine di evitare barriere d’ingresso e discriminazioni di sorta”. Un riferimento che sembra rivolto, nemmeno troppo tra le righe, al premier Berlusconi, suo alleato e proprietario di Mediaset.

BANDA LARGA IN RITARDO. La svolta digitale richiede secondo Fini un approccio consapevole in ordine agli obiettivi che devono essere perseguiti: maggiore pluralismo, maggiori opportunità di scelta, maggiore efficienza allocativa, ma anche scelte coraggiose per evitare ogni inerzia e ogni tentazione di arroccamento a difesa di antiche rendite di posizione. È quanto dovranno saper fare tutti gli attori istituzionali e non. E quanto mi auguro saprà fare il Parlamento nell’interesse esclusivo del nostro Paese”. Poi un allarme sullo stato della banda larga in Italia: “Mancano i più volte annunciati investimenti pubblici sulla banda larga, ma soprattutto non emerge ancora, sul tema della rete di nuova generazione, un Progetto Paese”.

CALABRO’, LA LIBERTA’ DI STAMPA NON SI TOCCA. “La libertà d’informazione è forse una libertà superiore ad altre costituzionalmente protette, e come tale va difesa da ogni tentativo di compressione”. È il monito del presidente dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, che nella Relazione annuale al Parlamento tocca uno dei temi più discussi in questi giorni, alla vigilia della giornata di mobilitazione indetta per il 9 luglio dalla Federazione nazionale della stampa contro il disegno di legge in materia di intercettazioni. Il pluralismo dell’informazione, sottolinea Calabrò, è “tra i principi fondanti dell’Unione europea” in base al trattato di Lisbona: “Si tratta di un parametro di legittimità della legge che deve essere valutato con attenzione in qualunque intervento normativo nazionale in materia d’informazione, compresi quelli riguardanti le intercettazioni”.

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TAGS calabrò fini agcom libertà di stampa

06/07/2010 12:44

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Foto Ricardo Francone (da Flickr) Foto di rogimmi (da Flickr)