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No alla manovra: sciopero Cgil in Liguria, Piemonte e Toscana

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Alte adesioni allo stop. A Torino 35 mila persone in piazza. A Genova e Firenze due cortei. “La manovra economica del Governo colpisce soprattutto lavoratori e pensionati, non destinando un euro allo sviluppo di questo paese”

No alla manovra finanziaria: è stato il giorno di Toscana, Piemonte e Liguria (tranne la provincia di La Spezia dove lo sciopero si è svolto il 25 giugno), dove si è svolto lo sciopero generale indetto dalla Cgil e tenutosi, nel resto del paese, una settimana fa. Alte le adesioni, sia allo stop che alle manifestazioni indette dal sindacato.

A Genova due lunghissimi cortei hanno attraversato la città: uno da ponente aperto dallo striscione della Camera del lavoro “Sempre dalla parte dei lavoratori e del paese”, e l’altro dal levante cittadino, dove hanno sfilato diversi assessori delle istituzioni locali. In corteo, insieme a lavoratori e pensionati una delegazione dell’Arci e di Federconsumatori. Danilo Barbi Segretario Nazionale Cgil, concludendo la manifestazione del capoluogo ligure ha sottolineato come “La manovra economica del Governo colpisce soprattutto lavoratori e pensionati, non destinando un euro allo sviluppo di questo paese. La Cgil, ha continuato Barbi. “non è sola in questa battaglia: tutti i sindacati europei, tranne due, contestano le manovre economiche dei rispettivi governi”.

Di seguito alcuni dati relativi all’adesione allo sciopero: Agenzia delle Entrate 40%, chiusa la delegazione del Comune Centro est settore, Istituto Brignole 80%, settore della logistica 60%, dogane 45%; settore metalmeccanico di Genova e Provincia: Arinox 80%, Fincantieri Riva Trigoso 80%, Sestri Ponente 85%, Ilva 40%, Ansaldo 80%, Elsag 45%, Sirti 60%, Cistelaiee 80%.

In Piemonte lavoratori, pensionati, precari hanno partecipato alle manifestazioni e ai cortei nei capoluoghi di provincia che hanno coinvolto circa 70mila persone.

A Torino si è svolta una grandissima manifestazione che ha visto scendere in piazza oltre 35mila persone: lavoratori, pensionati, precari, hanno sfilato per le vie del centro, da Porta Susa a Piazza Castello, dove si è tenuto l'intervento conclusivo di Fulvio Fammoni, della segreteria nazionale Cgil.

Il corteo di Torino è stato aperto da uno striscione raffigurante una pellicola cinematografica, con lo slogan: “Ciak, si taglia!”, metaforica interpretazione del “film già visto” della crisi e dagli interventi insufficienti per fronteggiarla, con altri cartelli “cinematografici” che hanno ricordato le misure inique del governo.

Dal palco di piazza Castello si sono succeduti gli interventi dei lavoratori dell'Ages, della Fiat Mirafiori, dell'ospedale Sant'Anna e della segretaria generale della Cgil di Torino, Donata Canta, che ha ricordato le cifre della crisi a Torino e provincia: oltre 56 milioni di ore di cassa integrazione nel periodo gennaio-maggio 2010, (più di quelle complessive di tutto il 2009) e 22.630 lavoratori in mobilità, dei quali oltre 12mila senza indennità.

Fulvio Fammoni, nel suo intervento conclusivo, ha ribadito che "la mobilitazione di oggi della Cgil punta il dito contro una correzione di bilancio che pesa sulle spalle dei 'soliti noti', lavoratori pubblici e privati, e che nulla chiede a chi invece dovrebbe e potrebbe dare un contributo”.

In moltissime aziende piemontesi lo sciopero è stato proclamato non solo dalla Cgil ma da tutte le Rsu, a dimostrazione di come moltissimi lavoratori e lavoratrici si siano sentiti rappresentati dalla Cgil e dalle sue proposte per fronteggiare questa crisi devastante che il Governo invece sta affrontando con una manovra iniqua e ingiusta.

Adesioni allo sciopero nelle province
A Torino alta l'adesione in tutti i settori: 70% alla Powertrain di Mirafiori, nel Canavese 80%, nell'area di Chivasso 90%, Teksid 70%, Alessio Tubi 70%, Comune di Torino 50-60%, Ospedali e Sanità 50%, Carrefour corso Bramante 90%, Ikea 70%, edili 80%, Amiat 60%, Rai via Cernaia 50%, Rai via Verdi 60%, Lavazza 70%, Caffarel 80%. Ad Asti si è tenuto un presidio in via Garibaldi con musica, animazione, interventi e testimonianze. Adesioni nelle aziende più significative: Gate Meccanica 60%, Marcegaglia 60%, Mayna 60%, Gate Adr 50%, Enti locali e Sanità 40%. A Biella lo sciopero si terrà nel pomeriggio a fine turno e alle 14.30 si terrà una manifestazione pubblica presso l'Auditorium Città Studi alla quale parteciperà Alberto Tomasso, della segreteria regionale. A Vercelli, dalle ore 12:00 alle 14:00, si è svolta una manifestazione davanti all'Ospedale S. Andrea. Adesioni: Pirelli 85%, Sicor 30%, Sorin 50%, Gammastamp 40%, Ikk 50%, Dana 60%, Lauro 50%, Bertini 40%, Residenza Serena 90%, Sanità 65%. A Novara il corteo ha percorso le vie del centro e si è concluso in Piazza Matteotti, davanti alla Prefettura. Adesioni: terzo settore (cooperative ecc.) 80- 90%, metalmeccanici 60-70%, altri settori media 50-60%. Ad Alessandria si sono tenuti presidi in tutta la città. Adesioni: Ilva 60%, Come 70%, Kne 90%, Saiwa 80%. A Cuneo la manifestazione si terrà nel pomeriggio, c on un corteo che da Piazza Europa percorrerà le vie del centro e si concluderà in piazza del Municipio. Adesioni: Asl Cuneo 25%, Hospital Service 50%, Avenance 100%, Intesa San Paolo 50%, Acqua S. Bernardo di Garessio 90%. Nel Verbano-Cusio-Ossola la manifestazione principale si è svolta a Omegna, davanti alla storica fabbrica Bialetti. Adesioni: Bialetti Omegna 100%, Lagostina 100%, Legatoria Verbano 90%, Favini 90%, Enti Locali e Sanità 50%.

Oggi non si è protestato solo contro la manovra. Nelle piazze si è manifestato anche contro la controriforma dei diritti dei lavoratori perseguita dal Governo, con al centro il collegato lavoro, e anche contro la legge sulle intercettazioni: la Cgil infatti è stata al fianco della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) nella manifestazione di ieri indetta dal sindacato dei giornalisti contro il ddl del governo, la cosiddetta “legge-bavaglio”.

A Firenze durante la manifestazione regionale indetta dalla Cgil Toscana un grande muro in polistirolo, realizzato sul ponte Santa Trinità a Firenze, è stato abbattuto per protestare contro la manovra e contro il Governo. In 100mila hanno sfilato in due cortei sui lungarni.Tanti hanno fatto fatica ad entrare in Piazza Santa Maria Novella per il comizio conclusivo di Susanna Camusso. Con loro c'erano rappresentanti delle istituzioni, sindaci, presidenti di provincia, assessori, c'era il Presidente della regione Enrico Rossi e il vicepresidente del senato Vannino Chiti, senatori e parlamentari dell'opposizione, rappresentanti delle forze politiche e delle associazioni che avevano aderito alla mobilitazione della Cgil. La Cgil comunica che l'adesione allo sciopero è stata molto alta: 80% di adesione nell'agroindustria, la Buitoni di san Sepolcro addirittura chiusa, 80% la media di adesione nella grande industria metalmeccanica, 60% in quella tessile e chimica. 60% l'adesione nel commercio. Buona in genere l'adesione nel pubblico impiego.



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TAGS sciopero generale cgil

02/07/2010 15:40

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