Rubriche

Blog

Il PuntoRassegnadosFuori classeRoba da mattiSull'asfaltoCinePressaRendiamoci ContoRadio cracNote a margineChe senso che faUomini e CittàA tutta rete

Multimedia

Speciali



La denuncia

Legambiente: trivelle in azione nel Mediterraneo

   Print  

L'organizzazione ambientalista: molte società energetiche hanno avanzato richieste di ricerca, concessi 24 permessi per 11mila chilometri quadrati. La costa tra Marche e Abruzzo è la più interessata. Nei prossimi anni c'è il rischio “trivella selvaggia”

di Gliitaliani.it

Foto northbaywanderer (da Flickr) (immagini di Foto northbaywanderer (da Flickr))
Nuove trivellazioni nel mare italiano: è la minaccia sottolineata ieri (27 giugno) da Legambiente nel rapporto “Mare Nostrum 2010”, presentato a Venezia. “La preoccupazione è tanta e rimanda alla tragedia che si sta consumando negli ultimi due mesi nel Golfo del Messico, con l’incidente occorso alla piattaforma petrolifera della British Petroleum”, affermano i responsabili dell’associazione ambientalista.

Secondo quanto reso noto da Legambiente, “molte società energetiche hanno infatti avanzato richieste di ricerca, e in alcuni casi ottenuto permessi, in un’estensione di circa 39mila kmq dislocati in 76 aree, per la gran parte di elevato pregio ambientale e considerate zone sensibili proprio per i loro ecosistemi fragili e preziosi da tutelare”.

Le attività di ricerca in mare di idrocarburi sono concentrate nel mar Adriatico, Ionio e nell’area antistante la Sicilia meridionale e occidentale: si tratta di 24 permessi di ricerca rilasciati per una superficie complessiva di circa 11mila kmq. I luoghi più interessati dalle attività di ricerca di petrolio sono la costa tra le Marche e l’Abruzzo dove insistono tre permessi di ricerca, il tratto di costa pugliese soprattutto tra Bari e Brindisi con due, il golfo di Taranto e il canale di Sicilia con dodici.

L’ultimo permesso in ordine cronologico è stato rilasciato pochi giorni fa alla Shell Italia per avviare le prospezioni in un’area di mare di 1.356 kmq di fronte al golfo di Taranto, “ma la multinazionale energetica – afferma Legambiente – sta già pensando a nuove ricerche nel canale di Sicilia a caccia di uno dei più grandi giacimenti d’Europa”. I tratti di mare che rischiano l’arrivo di “trivella selvaggia” e piattaforme, conclude il dossier, nei prossimi anni potrebbero essere molti di più: dal 2008 ad oggi sono state presentate altre 41 domande per 23.408 Kmq.

Gliitaliani.it

» Dalla community: nuove trivellazioni



Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS ambiente legambiente petrolio trivellazioni mediterraneo

28/06/2010 15:42

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.


Alcune immagini

Foto northbaywanderer (da Flickr)