Davanti a diecimila manifestanti le testimonianze degli operatori del Video On Line 2: senza stipendio in un call center sotto sfratto. Poi i precari della scuola, gli addetti della sanità, gli artisti
CAGLIARI - Diletta Mureddu è la prima a parlare, sul palco di Cagliari, ai diecimila manifestanti che hanno scelto di scioperare per dire no alla manovra finanziaria del governo. Le scrivanie del call center dove lavora verranno pignorate il 6 luglio, si chiama Video On Line 2 e rappresenta l’emblema della crisi del settore che, anche in Sardegna, è preso d’assalto da quelle che lei chiama “fantomatiche proprietà”, riferendosi a quel sistema che ha strozzato gruppi come Omega e Agile. La proprietà non ha pagato 250 mila euro di affitto, sulla sede di lavoro c’è l’ingiunzione di sfratto, degli stipendi di 473 operatori neanche a parlarne.
Sul palco di piazza del Carmine, dove intorno a mezzogiorno arriva il corteo che ha attraversato la città di Cagliari, il sindacato sceglie di parlare della crisi attraverso le testimonianze dei lavoratori che la vivono sulla pelle. Gli operatori dei call center insieme ai precari della scuola, i lavoratori della sanità e gli artisti che assistono al taglio delle risorse alle Fondazioni.
Silvia Messori racconta il disagio degli insegnati e del mondo scolastico. Ci sono 2500 posti di lavoro in bilico per il prossimo anno scolastico: “I tagli della Finanziaria – ha detto dal palco – sono più pesanti che altrove a causa della chiusura dei piccoli istituti, un’operazione che fa male a noi, ai nostri figli, a tutta la società perché la conoscenza è un bene di tutti”.
Alla manifestazione c’era una rappresentanza di tutte le categorie in difficoltà, i metalmeccanici e i dipendenti del pubblico impiego, i lavoratori dell’agroindustria e del commercio, così come gli studenti e gli universitari. Hanno aderito, oltre alla Confederazione sindacale sarda (Css), diverse associazioni fra cui Articolo 21, gli insegnanti del Cidi e il Comitato difesa della Costituzione.
“Il territorio – ha spiegato il segretario della Camera del lavoro Metropolitana Nicola Marongiu – sta subendo i pesanti effetti della crisi e la Finanziaria, che dovrebbe dare risposte, non fa altro che peggiorare una situazione difficile, con i tagli indiscriminati agli enti locali e le misure che incideranno sui redditi da lavoro e pensione”. Alle parole del manifesto simbolo della protesta, “Equità, giustizia e diritti”, Nicola Marongiu aggiunge “un’altra parola chiave: verità. Perché dopo aver negato la crisi, il governo vuole imbavagliare la stampa mentre è indispensabile che i cittadini sappiano cosa sta accadendo davvero in questo Paese”. Al comizio di Cagliari è intervenuto il segretario nazionale Vincenzo Scudiere che ha evidenziato come il governo stia agendo contro la parte più debole del Paese, lasciando indenni gli evasori fiscali. “Manifestando diamo un segnale di fiducia alla parte cospicua del Paese che vuole da noi una speranza – ha detto Scudiere aggiungendo che la Cgil continuerà a fare proposte a lottare contro l’iniquità delle misure adottate dal governo: “Non ci piegheremo” ha detto concludendo il suo intervento.