Mediatrade: legittimo impedimento, atti alla Consulta
Il gup di Milano: dubbi sulla costituzionalità della legge che blocca il processo al premier. 'Congelata' anche la posizione degli altri imputati. Intanto il neo ministro Brancher, imputato per il caso Antonveneta, si avvale subito della sospensione
Il giudice dell’udienza preliminare di Milano, Marina Zelante, ha mandato gli atti del procedimento Mediatrade alla Consulta affinché decida sulla costituzionalità della legge sul legittimo impedimento. Il premier Silvio Berlusconi è accusato di appropriazione indebita e frode fiscale. Nel decidere di mandare gli atti alla Suprema Corte, il Gup ha sottolineato la necessità, a suo avviso, di adoperare una legge costituzionale per stabilire nuove prerogative per i membri del governo.
Il legittimo impedimento prevede la possibilità per le più alte cariche dello Stato e i ministri di chiedere la sospensione del procedimento in cui sono coinvolti per tre volte (massimo sei mesi per volta). Il giudice ha anche spiegato in un’altra ordinanza di avere deciso la sospensione per tutti gli imputati, tra i quali figurano anche Fedele Confalonieri e Pier Silvio Berlusconi. “In questo caso - ha specificato il gup - ci sono vincoli probatori tali da rendere più utile la riunione delle posizione degli imputati per esigenze di economia processuale”.
Nel frattempo l’avvocato difensore del neo ministro per il federalismo, Aldo Brancher, ha depositato un'istanza in cui chiede che venga applicata la legge sul legittimo impedimento anche nei confronti del suo assistito, in vista dell'udienza del processo in cui Brancher è accusato di appropriazione indebita per il ‘caso’ Antonveneta. L'udienza è in programma sabato 26 giugno davanti al giudice monocratico della V Sezione Penale del tribunale di Milano.