Il premio Nobel per l'economia Paul Krugman boccia senza mezzi termini il piano di risanamento da 80 miliardi di euro varato dalla Germania perché adesso, dice, "non è il momento di preoccuparsi dei deficit di bilancio", ma della crescita. L'economista, intervistato dal quotidiano tedesco Handelsblatt, sostiene che un Paese può benissimo puntare al pareggio di bilancio nell'arco di 5-10 anni: la "questione - afferma - è se bisogna cominciare quando l'economia è al 7-8% sotto la sua capacità e gli interessi sono a zero...".
Secondo Krugman, in questa situazione le preoccupazioni sui deficit dovrebbero passare in secondo piano. "Il pacchetto di austerità tedesco è veramente una cattiva idea", sottolinea ancora l'economista, perché "la politica di consolidamento della Germania non influisce negativamente sono sull'economia interna, ma rallenta anche la crescita di altri paesi".
L'altra bocciatura Krugman la riserva all'ipotesi della nomina di Axel Weber, attuale governatore della Banca centrale tedesca, alla presidenza della Bce. "Se la Bce dovesse finire con un presidente così conservatore - ha detto Krugman riferendosi a Weber -, il rischio di avere un effetto domino dalla Grecia all'Italia attraverso la Spagna e il Portogallo sarebbe molto più grande". In particolare, il premio Nobel ha criticato il banchiere centrale - che secondo indiscrezioni di stampa sarebbe appoggiato da Merkel - per essere troppo concentrato sui rischi inflazionistici e non abbastanza su un possibile periodo prolungato di stagnazione.