“I tagli alla ricerca previsti dalla manovra possiamo definirli come uno scippo di futuro. Proprio perché gli enti di ricerca e l’università sono gli unici luoghi in cui si può costruire l’avvenire”. Lo ha dichiarato il professor Salvatore Veca, docente di Filosofia Politica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pavia, ai microfoni di RadioArticolo1, ospite della trasmissione Elleradio, dedicata oggi alla manovra del governo che colpisce gli enti di ricerca.“Dietro a questi tagli penso che ci siano vari elementi da considerare: l’ingenuità, una strategia reale, la sottovalutazione e l’improvvisazione”. “In questa situazione – ha continuato il professor Veca – bisognerebbe avere una visione lungimirante e non sottostare a questa dittatura del presente. Il governo dovrebbe capire che tenere in vita questi enti equivale ad investire sul futuro”.