Il gabinetto israeliano per la sicurezza ha approvato oggi un alleggerimento del blocco della striscia di Gaza. Allargata la lista dei prodotti consentiti. Facilitato l'ingresso di “beni ad uso civile” e di “materiali”. Resta il blocco navale
Il gabinetto israeliano per la sicurezza israeliano ha approvato oggi un alleggerimento del blocco della striscia di Gaza. Il gabinetto, che si riunito questa mattina a Gerusalemme, ha deciso dunque dui rendere meno pesante il blocco imposto da quattro anni alla Striscia di Gaza, facilitando l'ingresso di "beni ad uso civile" e di "materiali per progetti civili": lo riferisce un comunicato dell'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu.
La decisione arriva a poche settimane dall’attacco israeliano contro la Freedom Flotilla che trasportava aiuti umanitari alla Striscia di Gaza e che ha provocato la morte di 9 persone e il sequestro di altre trentadue, non ché vibranti proteste da parte della comunità internazionale. Nel territorio palestinese la maggioranza della popolazione, infatti, dipende dagli aiuti stranieri.
Il gabinetto per la sicurezza, che riunisce circa la metà del Governo (15 ministri), si era riunito questa mattina per proseguire la discussione avviata ieri sull'alleggerimento e ha infine deciso di revocare l'attuale lista di prodotti che possono entrare nella Striscia per sostituirla invece con una lista evidentemente molto più ristretta di prodotti vietati che possono avere un utilizzo anche militare. Resta, però, il blocco navale.
Come moneta di scambio dell'allentamento di un embargo durato quattro anni lo Stato ebraico ha chiesto alla comunità internazionale “di lavorare per l'immediato rilascio di Gilad Shalit” il soldato israeliano nelle mani di Hamas dal giugno2006. Il blocco di Gaza era stato imposto da Israele subito dopo la cattura di Shalit e fu rafforzato l'anno dopo quando Hamas ha preso il controllo dell'enclave palestinese.
La lista attuale dei prodotti comprende circa 120 prodotti o materiali vietati, perché utilizzabili a "fini militari", mentre tutte le altre merci dovrebbero poter entrare nella striscia. Israele dovrebbe dare anche il via libera, atteso da mesi, ad alcuni progetti dell'Onu per la costruzione di scuole e altri edifici da destinare ai rifugiati palestinesi. I materiali di costruzione come tubature, cemento e ghiaia sono attualmente sottoposti al blocco e non possono essere introdotti nella striscia. Secondo Israele, le tubature possono servire a fabbricare razzi, mentre cemento e ghiaia possono essere utilizzati da Hamas per costruire "bunker".
Una decisione “attesa” che l'Italia ha “grandemente apprezzato”. Cosi' il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha commentato la notizia. Israele è un “paese ragionevole e democratico” che ha capito che “'la strategia dell'assedio a Gaza era controproducente”, ha detto Frattini.
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