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L'informazione si ferma contro la legge bavaglio

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La Federazione della stampa proclama lo sciopero il 9 luglio, quando finirà la discussione sul ddl. Dopo la fiducia in Senato scoppia la protesta: da oggi giornali, siti e blog listati a lutto. La Cgil aderisce, grande preoccupazione dei magistrati

Foto Ricardo Francone (da Flickr) (immagini di Foto Ricardo Francone (da Flickr))
Il 9 luglio sarà la “giornata del silenzio per la stampa italiana con lo sciopero generale contro il ddl intercettazioni”. Lo ha annunciato oggi (10 giugno) il segretario della Fnsi, Franco Siddi. “Dovrà coincidere con la giornata finale di discussione del ddl intercettazioni - ha spiegato -, quindi se sarà altrimenti cambieremo la data”. La Federazione della stampa ferma dunque il mondo dell'informazione, per protestare contro la “legge bavaglio” dopo che il ddl incassa la fiducia del Senato.

Da venerdì 11 giugno alcuni giornali saranno in edicola listati a lutto, è prevista una serie di manifestazioni davanti alle sedi istituzionali. Queste le altre iniziative, spiega il sindacato dei giornalisti, “per significare con immeditatezza l'allarme grave che si pone non per questo o quel cittadino di destra di sinistra, ma per il corretto svolgersi del circuito democratico”.

Non è l'unica reazione al voto di Palazzo Madama. L'associazione Articolo 21 invita a listare a lutto i siti e organizzare una grande manifestazione nazionale contro il ddl. "Quella di oggi sarà la giornata nera per l'articolo ventuno della Costituzione. Da oggi Articolo21 ha deciso che listerà a lutto il proprio sito e invita tutti i siti e blog a fare lo stesso". Così il portavoce, Giuseppe Giulietti. "Con il voto di fiducia al Senato si compie un autentico delitto contro lo stato di diritto. Si sta realizzando l'antico sogno della Loggia P2 di oscurare i poteri di controllo. Non basta più indignarsi, per questo è necessario promuovere immediatamente una grande, unitaria manifestazione nazionale contro la macelleria politica e sociale in atto e raccoglieremo da oggi le firme per promuoverla".  RadioArticolo1 ha listato a lutto la sua pagina web.

Fammoni (Cgil), piena adesione allo sciopero
E arrivano subito le adesioni al black out dell'informazione. “Esprimo la piena adesione alla sciopero generale deciso dalla Fnsi”. Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, commentando così la protesta. “Il governo - motiva il dirigente sindacale - ha ottenuto la fiducia per ridurre gli spazi di intervento della giustizia e dell’informazione: ecco il risultato del voto appena conclusosi al Senato”. Secondo Fammoni “non è accettabile e ad una legge sbagliata, e in tanti punti incostituzionale, si risponde con tutte le iniziative possibili e necessarie. Per questo - conclude - esprimo la piena adesione alla decisione di sciopero assunta dalla Fnsi”.

Grande preoccupazione viene espressa dal segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini. “Sono preoccupato come magistrato e cittadino”, spiega il rappresentante dei magistrati, perché “il mio paese, in una situazione di crisi economica e di corruzione nella pubblica amministrazione, dedica tanto tempo per approvare in fretta e furia una legge che limita la possibilità di indagare da parte dei magistrati e di informare da parte della stampa”.

» Il Senato vota la fiducia
» Le misure del ddl


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TAGS stampa cgil ddl intercettazioni fnsi anm

10/06/2010 18:27

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