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Cultura, diritto e risorsa: tutti in piazza

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Lavoratori e artisti manifestano a Piazza Navona. Contro i tagli del governo, la manovra finanziaria e il decreto Bondi: “E' un omicidio di Stato”. Adesione unitaria, dai sindacati all'opposizione e associazioni. Presenti molti attori, registi e cantanti

“La cultura è un diritto. La cultura è una risorsa”. Con questo slogan il mondo della cultura ha manifestato oggi (7 giugno) a Roma, in maniera unitaria, contro i tagli del governo contenuti nella manovra finanziaria e nel decreto Bondi. Gli artisti e operatori del settore si sono ritrovati a Piazza Navona: l'iniziativa ha preso il via con il lancio in aria, sorretto da palloncini neri, di un telone che recitava "Cultura: omicidio di Stato”. Tra gli altri, in prima fila c'erano i rappresentanti delle Fondazioni lirico-sinfoniche, che proprio il decreto dell'esecutivo si appresta a riformare.

La mobilitazione è stata organizzata da Movem09 e promossa da Slc Cgil, Sai, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Unda, Ficls Cisal, Usigrai e Fnsi. In una giornata particolarmente soleggiata, in piazza si notano bandiere dell'Arci, dell'Unità, della Fiasl, dell'Italia dei valori e dei lavoratori dell'Eti, ente teatrale italiano.

“La manifestazione - avevano spiegato i promotori - porrà al centro del dibattito politico la volontà di intraprendere un reale percorso riformatore che non sia di mera smobilitazione, ma d’investimento per una nuova politica culturale, ed evidenzierà l’urgenza di reperire risorse finanziarie nell’ l’immediato e di apportare significativi correttivi economici a quanto stabilito dalla suddetta manovra per dare prospettive future all’intero settore. Mentre in questi giorni il ministro si sottrae all’incontro da lui stesso verbalmente richiesto ai sindacati per approfondire i temi sollevati nell’ultima riunione, in VII Commissione al Senato il governo esprimeva già parere contrario agli emendamenti di merito oggetto dell’ipotizzato confronto”.

Hanno partecipato le associazioni della cultura e gli esponenti dell'opposizione. Dal palco sulla piazza, riempita dai lavoratori delle fondazioni dal Nord fino alla Sicilia, si sono alternati, tra gli altri, Carla Fracci, Giulio Scarpati, segretario del Sai (Sindacato attori italiano), Fabrizio Gifuni, Valerio Mastrandrea. E ancora i registi Mario Monicelli, Daniele Lucchetti, Vittorio Sindoni, Roberto Natale dell'Usigrai, oltre a Lidia Ravera, Simona Marchini, Dacia Maraini. A moderare gli interventi dal palco il giornalista Rai, Santo Della Volpe.

Renato Zero, vogliono tenere la gente al buio
Toni molto duri verso il governo, anche dagli artisti più famosi. “Questi tagli sono un'eresia formidabile, al di là dell'arte vanno a danneggiare la ricchezza patrimoniale di un paese”, ha detto Renato Zero. “Qui parliamo di rapporti, non di privilegi - a suo avviso - questi artisti e lavoratori del settore non sono stati baciati dalla fortuna. Vengono dalla gavetta, sono caduti e si sono rialzati, hanno preso i fischi e gli applausi, come tutti. È un lavoro anche quello, ti toglie fuori dall'emarginazione, ti fa credere nel futuro anche se vivi in un quartiere come Centocelle senza luce o acqua. Tenere la gente al buio e nell'ignoranza fa comodo”.

Scarpati, molti tagli e nessun progetto
“Protestiamo perchè da questo governo arrivano solo tagli indiscriminati alla cultura. Non c'è un progetto, ed è un peccato perchè non è vero che la cultura non serve a niente, ma al contrario può essere produttiva”. Lo ha dichiarato alle agenzie Giulio Scarpati, segretario del Sai. “Neanche a noi piace la situazione esistente, sono anni che chiediamo riforme per rilanciare il settore ma per questo servono investimenti. L'Italia è un paese che esporta cultura e per questo va valorizzato 'l'artigianatò delle nostre produzioni”.

Pd, massima solidarietà a lavoratori comparto
L'iniziativa ha incassato il sostegno del Partito democratico. “Massima solidarietà ai rappresentanti del mondo della cultura e della ricerca che in queste ore stanno scendendo in piazza a Roma con varie iniziative per porre l'attenzione sulle problematiche che da molti mesi ormai stanno mettendo a rischio i vari settori”. Lo ha affermato  in una nota il consigliere del Pd, Giulio Pelonzi, vice presidente della Commissione Cultura. “Dai commissariamenti delle sovrintendenza alle leggi speciali al decreto Bondi - ha aggiunto -. Misure che portano un'unica firma, quella del governo che agisce contro la cultura ritenuta un settore troppo costoso e poco redditizio. Una strategia che ha portato di fatto ad esautorare gli enti locali dalle proprie competenze”.

Fammoni (Cgil), secco no a legge bavaglio
“Quello di oggi è un no deciso da parte di tutto il mondo della cultura, dell’informazione e dello spettacolo, ai tagli e alle leggi bavaglio”. Così Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil. “E’ impressionante - aggiunge il dirigente sindacale - lo stillicidio di interventi contro ogni forma di libera conoscenza, informazione ed espressione. Non ci si ferma di fronte a niente, con norme spesso non costituzionali e creando ulteriori disoccupati in una fase drammatica di crisi. Eppure questi settori dovrebbero rappresentare una materia prima fondamentale dell’Italia su cui investire per uscire dalla crisi. Un cittadino formato ed informato - conclude Fammoni - è più libero e consapevole, ma è evidente che è proprio questo che non si vuole. Per questo è così importante l’ampiezza e la continuità di questo movimento di protesta”.

» Protestano anche medici e farmacisti

(Ultimo aggiornamento ore 18.25)


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TAGS cultura manifestazione roma

07/06/2010 17:15

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