Rubriche

Blog

Il PuntoRassegnadosFuori classeRoba da mattiSull'asfaltoCinePressaRendiamoci ContoRadio cracNote a margineChe senso che faUomini e CittàA tutta rete

Multimedia

Speciali



L'Aquila

Protezione civile indagata per omicidio colposo

   Print  

L'ipotesi della procura abruzzese: la Commissione Grandi Rischi non avrebbe lanciato l'allarme sul terremoto. Sotto accusa la riunione del 31 marzo 2009. Chiusa l'indagine della Polizia, 7 persone coinvolte: tra questi vertici, tecnici e sismologi

da internet
Omicidio colposo. E' questa l'accusa rivolta ai membri della Commissione Grandi Rischi per non aver prevenuto il terremoto dell'Aquila. A quanto riferisce l'Ansa, oggi (3 giugno) stanno arrivando gli avvisi di garanzia nei confronti di sette persone: membri della Commissione, funzionari ai vertici della Protezione civile e dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La procura della Repubblica dell'Aquila li accusa per la riunione del 31 marzo 2009: sei giorni prima del terremoto nel capoluogo abruzzese (6 aprile), questi avrebbero scelto volutamente di non lanciare l'allarme.

La procura ha inviato ai soggetti coinvolti l'avviso di conclusione delle indagini. Gli accertamenti sono iniziati subito dopo l'esposto di alcuni cittadini, che avevano chiesto di verificare proprio il lavoro della Commissione. A fine marzo, questa analizzò la sequenza di scosse sismiche colpiva L'Aquila da mesi.

Il procuratore: mancato avviso di evacuazione
Il procuratore Alfredo Rossini ha confermato la chiusura dell'inchiesta, senza specificare però il numero degli indagati. “E' un lavoro serio - ha spiegato -, si sono concluse le indagini preliminari di un filone di inchiesta molto importante. In tal modo gli indagati possono portare avanti le loro difese con tutto il tempo possibile. Speriamo di arrivare a un risultato conforme a quello che la gente si aspetta”.  Poi ha illustrato meglio la situazione ai microfoni del Tg3: “I responsabili - ha detto - sono persone molto qualificate che avrebbero dovuto dare risposte diverse ai cittadini. Non si tratta di un mancato allarme, l'allarme era già venuto dalle scosse di terremoto. Si tratta del mancato avviso che bisognava andarsene dalle case”.

La notizia è stata anticipata stamani dal sito di Repubblica. Tra gli indagati, si legge, ci sarebbero “vertici della Protezione civile, autorevoli sismologi e tecnici del dipartimento”. Il quotidiano romano aveva anticipato anche i contenuti di un dossier consegnato ai magistrati lo scorso aprile, con i rilievi effettuati dalla polizia proprio sull'attività della Commissione.

Secondo quanto riportato dalle agenzie, ecco i nomi dei sette indagati: Franco Barberi (presidente vicario della commissione nazionale per la prevenzione e previsione dei grandi rischi e ordinario di vulcanologia all'università Roma Tre), Bernardo De Bernardinis (vice capo settore tecnico operativo del dipartimento nazionale di Protezione civile), Enzo Boschi (presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e ordinario di fisica terrestre presso l'universita' di Bologna), Giulio Selvaggi (direttore del centro nazionale terremoti), Gian Michele Calvi (direttore della fondazione 'Eucentre'), Claudio Eva (ordinario di fisica terrestre presso l'universita' di Genova) e Mauro Dolce (direttore dell'ufficio Rischio sismico del dipartimento di Protezione civile e ordinnario di tecnica delle costruzioni presso l'universita' Federico II di Napoli).

» Appalti, indagato Bertolaso
» L'Aquila non rinasce
» BLOG, Draquila anticipa l'inchiesta

(Ultimo aggiornamento ore 15.45)


Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS l'aquila terremoto protezione civile inchiesta

03/06/2010 13:56

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.


  • dalla home page

  • correlati

  • tags

Lo spazio pubblico terremotato: viaggio a L’Aquila

In questo momento di transizione, che dura da più di un anno e che sembra senza fine, la città dell’Aquila cerca di reagire alla destabilizzazione

Alcune immagini

da internet