
Ddl intercettazioni: Vendola, ora disobbedienza civile
"Le intercettazioni sono strumenti investigativi considerati pericolosi non perchè violano la privacy, ma perchè violano i santuari del potere. Dobbiamo iniziare ad immaginare la diffusione di una pratica di disobbedienza civile a fronte di leggi che hanno un tasso di violenza istituzionale così evidente, così palpabile, così insopportabile come il ddl sulle intercettazioni". Lo afferma oggi (31 maggio) Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia e portavoce nazionale di Sinistra e Libertà.
"Abbiamo bisogno di ricostruire un elemento di indignazione - a suo avviso - nei confronti delle molteplici ed organiche aggressioni al diritto di libertà, al diritto di essere informati. Occorre però che questa battaglia di civiltà si connetta con un'altra battaglia - aggiunge -: lo dico con una battuta, non ci vuole un'intercettazione telefonica per conoscere le intenzioni del ministro Sacconi sullo Statuto dei diritti dei lavoratori". A questo punto, per Vendola bisogna aprire "una grande questione di giustizia sociale. Solo così possiamo fare questa battaglia in maniera credibile e forte".
"Abbiamo bisogno di ricostruire un elemento di indignazione - a suo avviso - nei confronti delle molteplici ed organiche aggressioni al diritto di libertà, al diritto di essere informati. Occorre però che questa battaglia di civiltà si connetta con un'altra battaglia - aggiunge -: lo dico con una battuta, non ci vuole un'intercettazione telefonica per conoscere le intenzioni del ministro Sacconi sullo Statuto dei diritti dei lavoratori". A questo punto, per Vendola bisogna aprire "una grande questione di giustizia sociale. Solo così possiamo fare questa battaglia in maniera credibile e forte".
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31/05/2010 16:10













