Mercato lavoro: Inchiesta La Sapienza, Roma capitale del precariato
Secondo il ricercatore della Sapienza Romano Benini, che ha condotto la IV inchiesta “Mutamenti del lavoro a Roma tra crisi e riforme. 2008-2010 un biennio difficile”, Roma è la capitale del precariato. Secondo la ricerca, diretta dal Professor Paolo de Nardis e realizzata da Roberta Iannone e dallo stesso Benini e presentata oggi, infatti, nel 2009 i rapporti di lavoro a termine avviati a Roma superano l'85%, a fronte di una media nazionale che oscilla tra il 65% ed il 70%. Il numero degli avviamenti, inoltre, supera di molto il numero degli avviati e questo indica che i lavoratori vengono “contrattualizzati” più volte in un anno, mediamente tre volte, ma ci sono anche contratti di soli tre giorni”. Il fenomeno della precarizzazione “riguarda soprattutto i giovani” e “si scontra con l'aumento delle cessazioni anticipate del lavoro, che invece riguardano in primo luogo i contratti a tempo indeterminato, per più del 50%. Questo - sottolinea Benini - conferma come questa crisi abbia colpito il lavoro più strutturato”.
L'impatto della crisi nel 2009, secondo la ricerca, ha colpito sostanzialmente i lavoratori maschi (57%) nella fascia di età più giovane, ovvero quella compresa tra i 25 e i 34 anni. Parallelamente è cresciuta la presenza femminile nel mercato del lavoro, che si attesta al 53%. “A Roma, quando si cerca un dipendente lo si cerca precario, donna e con un alto titolo di studio”, dice Benini. Nella Capitale però il tasso di occupazione, è superiore a quello nazionale: 60% a fronte del 58%. Il 22% dei romani ha un impiego pubblico (14% in Italia) e il 35% un “lavoro flessibile in piccole imprese private” (25% in Italia): il 77% dei lavoratori sono dipendenti, il 15% autonomi, l'1% ha contratti di formazione e il 3,5% ha rapporti di lavoro informali.