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Processo Eternit: ex dirigente, sedi Germania molto migliori

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Importante testimonianza oggi al maxi-processo Eternit in corso a Torino. Un ex dirigente, Silvano Benitti, ha rivelato che tra le sedi tedesche dell'Eternit e quella di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, c'era una "differenza eclatante" in materia di pulizia: nella filiale piemontese, ha spiegato, c'erano "puzza e polvere ovunque".

Secondo Benitti la differenza tra le sedi era tale che, se a Casale avessero dato come valutazione 4, per quelle tedesche si doveva salire a 8 o 9. Tuttavia l'ex dirigente ha sostenuto che "anche se avessimo adottato tutte le precauzioni, non avremmo potuto evitare danni all'uomo e all'ambiente. E all'epoca nessuno di noi sapeva quello che poi sarebbe successo".

Di questa ultima affermazione
del testimone (dell'accusa) si sono detti soddisfatti gli avvocati difensori dei due imputati (il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, che ha ceduto il suo ramo d'azienda nel 1990, e ilbarone belga Louis de Cartier): "E' stato ribadito - ha sottolineato il professor Astolfo Di Amato - che all'epoca tutti erano convinti che l'amianto si potesse maneggiare in sicurezza".

"Ma si è anche chiarito - ha commentato Sergio Bonetto, uno dei legali di parte civile - l'indissolubile legame tra Eternit Svizzera ed Eternit Italia. Gli elvetici intervenivano su tutto. Questo è fondamentale per l'accertamento delle responsabilità dei vertici".


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TAGS amianto morti lavoro eternit

24/05/2010 19:13

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