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Giustizia, informazione

Intercettazioni, ddl verso l'approvazione

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Seduta notturna della commissione al Senato. Intanto è scontro nella maggioranza, con i finiani che criticano il testo di Palazzo Madama. Fnsi verso la mobilitazione. Si schierano anche i direttori dei giornali. Anm: indagini impossibili

foto di Attilio Cristini (immagini di Attilio Cristini)
Rush finale al Senato per il disegno di legge sulle intercettazioni. La commissione Giustizia di Palazzo Madama si riunirà questa sera (24 maggio) alle intorno alle 21 per licenziare il testo. Sarà poi una riunione dei capigruppo convocata per domani a decidere l’approdo in aula dove, stando alle parole del capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, potranno esserci nuove modifiche. Intanto si allarga il fronte di chi chiede di ammorbidire il testo. Ad alzare le barricare non è soltanto l’opposizione (che annuncia pratiche ostruzionistiche e il ricorso all’Unione Europea) ma anche parte della maggioranza, a cominciare dalla componente finiana, oltre alla magistratura e al mondo sindacale e dell’informazione.


ANM: IINDAGINI IMPOSSIBILI. Con l’approvazione del ddl “ci sarà meno informazione e meno sicurezza per i cittadini”. E’ l’opinione del segretario dell’Anm Giuseppe Cascini, secondo il quale “il ddl va a incidere in modo negativo sia sul versante dell’informazione che sulla sicurezza dei cittadini. Gli effetti sono paradossali sul versante della libertà di perché non sarà possibile dare alcuna notizia di interesse pubblico fino alla fine delle indagini e, perfino in caso d’arresto, sarà impossibile rivelare il contenuto degli atti”.Per quanto riguarda invece le indagini della magistratura e delle forze dell’ordine, il testo “rende impossibile l’uso delle intercettazioni ambientali per gravi reati, dagli omicidi ai sequestri di persona, dalle violenze sessuali ai reati di immigrazione clandestina, fino al riciclaggio e la corruzione. Sarà difficile, se non impossibile farle. E se pure si riuscissero a fare le intercettazioni potrebbero durare solo due mesi, e chi se ne intende di indagini sa che e’ un tempo talmente breve da renderle sostanzialmente inutili”. Per non parlare degli “effetti devastanti che si produrranno nelle indagini per i reati legati alla criminalita’ organizzata”.

FNSI VERSO LA MOBILITAZIONE.
“Se il ddl passerà in questo modo la Fnsi riunirà le associazioni del mondo civile, le organizzazioni e i sindacati che furono con noi il 3 ottobre del 2009 a piazza del Popolo a Roma, perché non c’è dubbio che la questione che ci interpella non riguarda solo la nostra categoria, ma pone in dubbio il diritto fondamentale dei cittadini a ricevere un’informazione chiara, completa e leale”. Così il segretario della nazionale della Fnsi, Franco Siddi. “A breve - aggiunge - fisseremo l’incontro che si svolgerà tra il 31 maggio e il 3 giugno. I nostri legali intanto stanno già lavorando al ricorso alla Corte europea di Strasburgo per i Diritti umani e abbiamo già unito gli sforzi dei nostri legali con quelli, tra gli altri, dell’Usigrai e di Articolo 21, che si erano già attrezzati in tal senso”.

I QUOTIDIANI DICONO NO.
Al Teatro dell’Angelo di Roma si è tenuta nel pomeriggio una videoconferenza in collegamento Milano-Roma con i direttori di tutti i principali quotidiani nazionali. Nessun direttore della Rai ha partecipato. Ezio Mauro (Repubblica) ha ricordato che l’anno scorso le intercettazioni sono diminuite, il loro costo è sceso e soltanto lo 0,2% degli italiani è intercettato, proponendo ai suoi colleghi di pubblicare tutti il medesimo articolo per spiegare gli effetti della legge. Peter Gomez (Il Fatto) propone azioni di disobbedienza civile. Per Mario Secchi (Il Tempo), inserire sanzioni monetarie nel momento attuale di crisi della stampa rischia di far saltare i bilanci dei giornali. Secondo De Bortoli (Sole 24 Ore) le norme per proteggere la riservatezza ci sono già, basta applicarle. Carella (Skytg24) ricorda un sondaggio secondo cui l’81% degli italiani è contrario alla legge. Per Feltri (Libero), questo ddl “con il pretesto di tutelare un diritto, la privacy, ne viola un altro, la libertà di stampa, ma quel che non potremo pubblicare noi lo pubblicheranno siti svizzeri”. “L’Italia - sottolinea Concita De Gregorio (L’Unità) - sta diventando il paese più corroto d’Europa. Se noi smetteremo per legge d’informare ed essere informati sulle inchieste sulla corruzione e su tanti altri eventi di pubblico interesse, non si risolverà la corruzione o gli altri problemi che le inchieste fanno emergere, sparirà solo il diritto di raccontarli”.

LE POSIZIONI DEI PARTITI. Da Palazzo Grazioli sembra arrivare una qualche apertura. Il portavoce del premier e sottosegretario alla Presidenza, Paolo Bonaiuti,chiarisce che “le intese si possono trovare”. Tra i contrari nel Pdl, a parlare chiaro sono Gaetano Pecorella (“Il Senato ha fatto un grosso passo indietro per quanto riguarda la libertà dei cittadini di essere informati”), Fabio Granata (“il testo licenziato da Palazzo Madama è inaccettabile”) e Italo Bocchino (“è necessario tornare all’equilibrato testo della Camera”). L’opposizione, dal canto suo, attende che gli annunci diventino “fatti concreti” e ribadisce la propria contrarietà al ddl. “Leggo che la maggioranza sarebbe disponibile a modificare il testo sulle intercettazioni - dice Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato del Pd - vedremo che succederà e vedremo che cosa proporranno. Io so che finora in commissione sono stati sordi a qualsiasi nostra proposta ragionevole di modifica e correzione”. Nel frattempo l’Italia dei valori si dice pronta a “gesti eclatanti” il Pdci parla di “vergogna internazionale”. L’auspicio di una modifica del provvedimento viene anche dal vice presidente del Csm, Nicola Mancino, secondo cui “c’è bisogno di rivedere una parte delle disposizioni, mi auguro che queste disposizioni siano rivedute e condivise”. Sul tema interviene anche Luca di Montezemolo che apprezza l’apertura del ministro della Giustizia, Angelino Alfano e sottolinea che le intercettazioni restano “fondamentali per le indagini e per scoprire i reati”.



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TAGS intercettazioni giustizia

24/05/2010 16:53

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