
Ue
Il piano di Berlino per salvare l’euro
I bilanci degli stati al vaglio preliminare della Bce o di istituti indipendenti. Sanzioni per chi non rispetta gli obiettivi: dalla sospensione dei fondi a quella del diritto di voto. Merkel introduce il divieto sulle vendite allo scoperto
di Scalo internazionale
Affidare alla Banca centrale europea (Bce) o a istituti indipendenti l’esame preliminare dei bilanci nazionali. E toglierlo alle agenzie di rating anglosassoni. E’ questo, secondo il quotidiano Handelsblatt, uno dei punti del piano salva-euro che il governo tedesco ha intenzione di proporre agli altri stati Ue.
Il piano prevede nove punti in tutto. Secondo Handelsblatt il cancelliere Angela Merkel, che ha partecipato alla stesura, punta a prevenire le crisi di bilancio nell’Ue, a migliorare la sorveglianza e il coordinamento della politica economica. I programmi di stabilità dei paesi di Eurolandia verrebbero sottoposti a rigide verifiche da parte della Bce o di istituti indipendenti. Alla voce sanzioni per i paesi che non rispettano gli obiettivi di riduzione del deficit, secondo Handelsblatt, si ipotizza la sospensione dei fondi strutturali. Nei casi più gravi, la proposta prevede la sospensione del diritto di voto per “almeno un anno”.
Merkel è tornata a lanciare l’allarme sul futuro della moneta unica europea. “E’ in pericolo”, ha detto oggi (19 maggio) al Bundestag, aggiungendo che se fallisce “sarà un fallimento anche per l’Europa”. E’ necessaria “una nuova cultura europea della stabilità”, ha aggiunto, definendo “essenziale” l’indipendenza della Bce. Augurandosi il consolidamento dei bilanci pubblici dell’eurozona, la cancelliera ha sottolineato come troppi paesi abbiano vissuto sopra le proprie possibilità ed “è questa, in effetti, la causa prima del problema”. Una responsabilità, tuttavia, a cui la stessa Germania non è estranea: “Anche noi tedeschi, del resto, non da ieri, ma da 40 anni ci siamo indebitati. Anche noi viviamo a forza di finanziamenti”.
Merkel ha anche chiesto all’Unione europea di accelerare la supervisione dei mercati e di introdurre una tassa sulle attività degli istituti finanziari. Non importa, ha detto, se si tratta di una tassa sulle transazioni finanziarie, o sull’”effetto leva” e cioè sull’utilizzo del debito per finanziarie l’espansione e gli investimenti.
Oggi Berlino ha inoltre introdotto il divieto delle vendite allo scoperto a breve su una serie di attività finanziarie a rischio, tra cui i bond in euro, i cds (credit default swap) e diversi titoli finanziari.
Un’accelerazione da parte del governo tedesco, che riceve però l’approvazione del presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, che si è detto ”d'accordo con la Germania sulla necessità di frenare l'uso abusivo delle vendite allo scoperto”.
Il piano prevede nove punti in tutto. Secondo Handelsblatt il cancelliere Angela Merkel, che ha partecipato alla stesura, punta a prevenire le crisi di bilancio nell’Ue, a migliorare la sorveglianza e il coordinamento della politica economica. I programmi di stabilità dei paesi di Eurolandia verrebbero sottoposti a rigide verifiche da parte della Bce o di istituti indipendenti. Alla voce sanzioni per i paesi che non rispettano gli obiettivi di riduzione del deficit, secondo Handelsblatt, si ipotizza la sospensione dei fondi strutturali. Nei casi più gravi, la proposta prevede la sospensione del diritto di voto per “almeno un anno”.
Merkel è tornata a lanciare l’allarme sul futuro della moneta unica europea. “E’ in pericolo”, ha detto oggi (19 maggio) al Bundestag, aggiungendo che se fallisce “sarà un fallimento anche per l’Europa”. E’ necessaria “una nuova cultura europea della stabilità”, ha aggiunto, definendo “essenziale” l’indipendenza della Bce. Augurandosi il consolidamento dei bilanci pubblici dell’eurozona, la cancelliera ha sottolineato come troppi paesi abbiano vissuto sopra le proprie possibilità ed “è questa, in effetti, la causa prima del problema”. Una responsabilità, tuttavia, a cui la stessa Germania non è estranea: “Anche noi tedeschi, del resto, non da ieri, ma da 40 anni ci siamo indebitati. Anche noi viviamo a forza di finanziamenti”.
Oggi Berlino ha inoltre introdotto il divieto delle vendite allo scoperto a breve su una serie di attività finanziarie a rischio, tra cui i bond in euro, i cds (credit default swap) e diversi titoli finanziari.
Un’accelerazione da parte del governo tedesco, che riceve però l’approvazione del presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, che si è detto ”d'accordo con la Germania sulla necessità di frenare l'uso abusivo delle vendite allo scoperto”.
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19/05/2010 18:17














