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Dopo l’intesa al ministero

Alcoa, Fusina resta penalizzata

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Toccherà ai lavoratori esprimersi, dopo sette mesi d’intensa mobilitazione, sull’ipotesi di accordo. La riserva della Fiom:“Pur essendo state accolte alcune nostre richieste, rimangono molti dubbi”

di Antonio Fico

foto di Attilio Cristini (immagini di di Attilio Cristini)
“Adesione critica” della Fiom all’ipotesi di accordo con la Alcoa, siglato presso il ministero dello Sviluppo economico nella notte tra il 17 e il 18 maggio. Una formula per dire che,“pur essendo state accolte alcune nostre richieste di fondo, resta la penalizzazione per lo stabilimento di Fusina”, come spiega il segretario nazionale Giorgio Cremaschi. Dalla categoria alla confederazione, dove “soddisfazione” per il risultato raggiunto viene espressa dalla segretaria nazionale Susanna Camusso, la quale afferma che “con l’intesa sul piano industriale si conclude dopo nove mesi una lotta straordinaria dei lavoratori che ha costretto la multinazionale americana dell’alluminio a riconsiderare radicalmente le proprie posizioni”.

Saranno in ogni caso i lavoratori a esprimersi sull’ipotesi attraverso il referendum.“Abbiamo ottenuto – osserva Cremaschi – che l’azienda consideri formalmente strategici, rispetto alla sua presenza in Italia, tutti gli impianti, sia quelli di Portovesme, in provincia di Cagliari, sia quelli di Fusina, a Venezia, compreso il primario. Questo impegno va oltre i tre anni inizialmente previsti dal piano aziendale. Abbiamo inoltre escluso che la riorganizzazione avvenga con esuberi, mentre abbiamo ottenuto che gli organici siano immediatamente verificati e consolidati con le Rsu in ognuno dei due siti produttivi. A questo – evidenzia ancora Cremaschi – si aggiunge il programma di investimenti che l’azienda ha chiarito”. L’Alcoa aveva già dato anticipazioni sulle risorse che intende mettere nel piano industriale che presenterà ufficialmente nelle prossime settimane: mantenimento della produzione in Italia con investimenti per 60 milioni di euro, 40 destinati a Portovesme e 20 a Fusina.

I progetti sullo stabilimento nel Nord-Est destano però ancora qualche allarme: la Alcoa ha confermato la chiusura del reparto dell’alluminio primario (106 addetti tra diretti e precari su circa 400 occupati nell’impianto), anche se è lo stesso dirigente della Fiom ad evidenziare che l’azienda ha accolto la proposta dell’organizzazione sindacale di indicare i tempi di riapertura. “Abbiamo ottenuto che la fermata, inizialmente prevista senza scadenza, duri un anno e che prima ci sia una verifica che coinvolga anche il governo. Resta però il fatto che la fermata c’è e questa può indebolire tutta la prospettiva industriale e occupazionale del gruppo. Purtroppo, non ci è stato possibile andare oltre, perché l’esecutivo, le istituzioni locali e naturalmente l’azienda si sono fermati qui, considerando evidentemente la fermata della produzione di alluminio primario a Fusina un danno collaterale accettabile”.

La polemica con le altre sigle sindacali e con le istituzioni era montata, quando dopo la prima ipotesi della multinazionale di chiudere il primario senza indicare una data di riapertura, Regione e Comune da un lato e Cisl, Uil e Ugl dall’altro si erano espressi favorevolmente. Le insistenze della Fiom, appoggiata da gran parte delle maestranze venete, hanno portato a fare sostanziali passi in avanti, anche se permangono i dubbi. Il rischio paventato dal segretario provinciale della Fiom Luca Trevisan è di un indebolimento delle prospettive occupazionali e industriali del gruppo a Fusina: “La ragione di questa riserva è determinata dalla penalizzazione che subisce lo stabilimento con la temporanea fermata del primario.

L’impianto subisce indubbiamente un arretramento, ma con la nostra firma abbiamo la possibilità di incidere nelle decisioni future”. In particolare, la Cgil vuole incalzare il governo, per spingerlo a estendere il provvedimento approvato a gennaio sul costo dell’energia erogata al gruppo. A Portovesme, l’azienda potrà usufruire di un costo unitario dell’elettricità pari a 28-32 euro, contro i 62 attuali. Una condizione che secondo il sindacato dovrebbe essere allargata anche al Veneto.

C’è poi la partita degli esuberi. I lavoratori saranno ricollocati nel reparto laminatoio e in parte impegnati nella manutenzione del primario. Altri potranno andare in pensione attraverso esodi volontari e incentivati. Tra i dipendenti qualcuno tira un sospiro di sollievo, altri sono arrabbiati con le istituzioni.“È inaccettabile – protestano alla Rsu dell’impianto veneziano – che si permetta a una multinazionale di spremere fabbriche e lavoratori, senza dare nulla in cambio, il governo questo non lo dovrebbe permettere”. “Ci avevano detto – proseguono i lavoratori di Fusina – che ci avrebbero sostenuto fino in fondo, che avrebbero difeso la nostra produzione e invece si sono tirati indietro”. Toccherà proprio a loro, ai dipendenti, esprimersi ora, dopo sette mesi di intensa mobilitazione, sull’ipotesi di accordo.

L’Alcoa ha 59.000 dipendenti in 31 paesi ed è tra le prime società al mondo nella produzione di alluminio primario, alluminio secondario e combinati, fornendo prodotti e servizi ai mercati aerospaziali, automobilistici, del confezionamento, delle costruzioni e dell’edilizia, del trasporto commerciale e dell’industria. Giunge nel nostro paese nel 1967, quando apre a Milano un ufficio di rappresentanza per la gestione delle vendite di materiale di produzione statunitense ed europea alla clientela italiana e del Mediterraneo. Nel 1996, il salto nella produzione: acquista dalla società a partecipazione statale Alumix (gruppo Efim) i due impianti di Fusina e Portovesme, dislocati rispettivamente in provincia di Venezia e in quella di Cagliari, nonché vari uffici commerciali e amministrativi, in cui sono impiegate nel complesso 2.000 persone. A novembre 2009, annuncia di voler chiudere gli stabilimenti italiani e trasferire la produzione in Arabia Saudita. La settimana scorsa – a meno di quattro mesi dal varo del provvedimento governativo sul costo dell’energia – la decisione è stata revocata.



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TAGS alcoa

19/05/2010 18:08

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