
La vertenza
Alcoa, accordo fatto. Niente esuberi
Raggiunta una soluzione dopo sette mesi di trattative con la multinazionale dell’alluminio. Garantiti i posti di lavoro nei due stabilimenti di Portovesme e Fusina. Soddisfatti i sindacati. Qualche riserva dalla Fiom: “Fusina penalizzata”
Roma - Dopo sette mesi di vertenza, è stato firmato questa notte al ministero dello Sviluppo Economico l’accordo sul piano industriale Alcoa. Il piano è stato firmato in modo unitario dalle segreterie nazionali e territoriali di Fim Fiom Uilm, e dalle Rsu.
Il piano prevede un consolidamento dei due stabilimenti di Portovesme (Cagliari) e Fusina (Venezia), senza esuberi e garantendo assetti occupazionali. Per il governo ha firmato il capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo, “al fine di condividerne gli obiettivi, monitorarne l’implementazione e sostenere le condizioni di competitività dei costi energetici nel lungo periodo per entrambi i siti”.
La Cgil nazionale esprime “soddisfazione” in merito all’ipotesi di accordo e ricorda come il risultato raggiunto “dovrà passare al vaglio dei lavoratori”. “Con l’accordo sul piano industriale - affermano in una nota la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso, e il responsabile del dipartimento Industria dell’organizzazione sindacale, Salvatore Barone - si conclude dopo 9 mesi una lotta straordinaria dei lavoratori che ha costretto la multinazionale americana dell’alluminio a riconsiderare radicalmente le proprie posizioni”.
“Si è passati, infatti, - spiegano - dall’intenzione di abbandonare l’Italia ad un piano che prospetta il consolidamento delle attività produttive e la realizzazione di investimenti per 94,6 milioni di Euro”. Dall’accordo, inoltre, “esce confermato e rafforzato lo stabilimento di Portovesme in Sardegna con la sua attuale occupazione così come per Fusina in provincia di Venezia si è ottenuto l’impegno a rendere possibile il riavvio del reparto di produzione di alluminio dopo la fermata dell’impianto che è stata definita nell’accordo temporanea e quindi non più definitiva”. La Cgil, concludono Camusso e Barone, “esprime soddisfazione per questi risultati che dovranno passare al vaglio dei lavoratori e conferma il proprio impegno affinché l’accordo trovi la sua piena e coerente applicazione”.
La Fiom “ha accettato criticamente l’ipotesi di accordo scaturita questa notte al ministero dello Sviluppo economico per Alcoa”. E’ quanto afferma il segretario nazionale, Giorgio Cremaschi, secondo il quale “la ragione di questa riserva è determinata dalla penalizzazione che subisce lo stabilimento di Fusina, a Venezia, con la temporanea fermata del primario. Abbiamo ottenuto però - fa sapere Cremaschi - l’impegno formale dell’azienda a riaprire il reparto entro un anno e a considerare comunque strategici tutti gli impianti, in Sardegna e a Venezia, del gruppo, senza alcuna dichiarazione di esubero. Inoltre, ci sarà una verifica a livello di stabilimento con le Rsu sugli organici e sull’occupazione”. “Questi risultati però - sostiene ancora Cremaschi - non cancellano l’ombra che c’è sull’accordo, che avrebbe potuto essere assente se governo, istituzioni e naturalmente azienda, si fossero mossi su una linea più coerente di difesa di tutto l’impianto. In ogni caso, con questa riserva - conclude Cremaschi - andiamo al referendum dei lavoratori del gruppo, che per noi deciderà della nostra definitiva adesione all’accordo”.
Il piano prevede un consolidamento dei due stabilimenti di Portovesme (Cagliari) e Fusina (Venezia), senza esuberi e garantendo assetti occupazionali. Per il governo ha firmato il capo di gabinetto del Ministero dello Sviluppo, “al fine di condividerne gli obiettivi, monitorarne l’implementazione e sostenere le condizioni di competitività dei costi energetici nel lungo periodo per entrambi i siti”.
“Si è passati, infatti, - spiegano - dall’intenzione di abbandonare l’Italia ad un piano che prospetta il consolidamento delle attività produttive e la realizzazione di investimenti per 94,6 milioni di Euro”. Dall’accordo, inoltre, “esce confermato e rafforzato lo stabilimento di Portovesme in Sardegna con la sua attuale occupazione così come per Fusina in provincia di Venezia si è ottenuto l’impegno a rendere possibile il riavvio del reparto di produzione di alluminio dopo la fermata dell’impianto che è stata definita nell’accordo temporanea e quindi non più definitiva”. La Cgil, concludono Camusso e Barone, “esprime soddisfazione per questi risultati che dovranno passare al vaglio dei lavoratori e conferma il proprio impegno affinché l’accordo trovi la sua piena e coerente applicazione”.
La Fiom “ha accettato criticamente l’ipotesi di accordo scaturita questa notte al ministero dello Sviluppo economico per Alcoa”. E’ quanto afferma il segretario nazionale, Giorgio Cremaschi, secondo il quale “la ragione di questa riserva è determinata dalla penalizzazione che subisce lo stabilimento di Fusina, a Venezia, con la temporanea fermata del primario. Abbiamo ottenuto però - fa sapere Cremaschi - l’impegno formale dell’azienda a riaprire il reparto entro un anno e a considerare comunque strategici tutti gli impianti, in Sardegna e a Venezia, del gruppo, senza alcuna dichiarazione di esubero. Inoltre, ci sarà una verifica a livello di stabilimento con le Rsu sugli organici e sull’occupazione”. “Questi risultati però - sostiene ancora Cremaschi - non cancellano l’ombra che c’è sull’accordo, che avrebbe potuto essere assente se governo, istituzioni e naturalmente azienda, si fossero mossi su una linea più coerente di difesa di tutto l’impianto. In ogni caso, con questa riserva - conclude Cremaschi - andiamo al referendum dei lavoratori del gruppo, che per noi deciderà della nostra definitiva adesione all’accordo”.
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TAGS alcoa
18/05/2010 10:30














