Tremonti e la Lega scrivono la manovra. Emergono nuovi scenari per la maggioranza. Il premier, in difficoltà nella guida politica e nei sondaggi, prepara un “discorso alla nazione”. L’opposizione e la manovra: “Non sulla pelle dei ceti popolari”
Torna l’antico tema dell’
unfit. L’inadeguatezza del premier Silvio Berlusconi, sollevata diversi anni fa dall’
Economist con scandalo, riguarderebbe oggi l’incapacità di guidare l’Italia in tempi di emergenza finanziaria e manovre correttive. L’agenda del governo in questi giorni è in mano al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che elabora in silenzio interventi su pensioni, infrastrutture, sanità e salari pubblici. A fargli da puntello, le proposte leghiste: tagli in busta paga a parlamentari, magistrati, dirigenti pubblici di prima fascia: una sorta di mini-redistribuzione in salsa populista, gemma (o specchio per le allodole) di una manovra che colpirà essenzialmente i redditi medio-bassi.
Quanto alla guida politica, analisti e retroscenisti illustrano scenari diversi: un allargamento della maggioranza all’Udc, per ottenere maggiori consensi alla politica lacrime e sangue. O addirittura elezioni anticipate, un farsi da parte di Berlusconi, e l’investitura di Tremonti come erede. Ipotesi che fa breccia anche nel Pd, vista la disponibilità di Dario Franceschini ad appoggiare un governo d’emergenza “purché superi Berlusconi e vada oltre Berlusconi”.
Evidenti le difficoltà del Cavaliere a restare in sella. Oggi Repubblica.it esce con un sondaggio di Ipr Marketing secondo il quale la fiducia in Berlusconi e nel governo è in calo. Il premier sarebbe al minimo storico, a causa dello scandalo Scajola e della crisi economica. Solo il 41% degli interpellati (3% in meno rispetto al mese scorso) dichiara di avere “molta” o “abbastanza” fiducia nel Cavaliere. La quota di coloro che nutrono “poca” o “nessuna” fiducia è arrivata al 55%. Il governo è ormai arrivato al 35% per cento di “fiduciosi”. Ma vanno male anche i partiti (sia di maggioranza che di minoranza): tutti, tranne l’Idv (che resta fermo) perdono il 2%.
Come contromossa, il premier starebbe preparando un discorso alla nazione. Lo scrive
La Stampa, precisando che non è “ancora deciso né quando né in che modo”. Un “appello” per spiegare agli italiani che bisogna stringere la cinghia. Ma lo stesso autore dell’articolo, Amedeo La Mattina, esprime qualche perplessità sulla capacità di Berlusconi di “convincere gli italiani sulla necessità di fare dei sacrifici”; sulla sua adeguatezza a trattare certi temi.
L’opposizione politica e sociale intanto si prepara ad affrontare la manovra. “Non so se Berlusconi potrà fare una giravolta sulla crisi economica, quel che è certo è che se la manovra sarà a danno dei ceti popolari, noi ci faremo sentire”. Così Pierluigi Bersani, segretario del Pd: “Fino ad oggi il peso della crisi è finito sui redditi medio bassi, sul lavoro e sugli investimenti. Il governo deve tenerne conto”.
“Il governo ha il dovere di spiegare agli italiani perché oggi fa una manovra che è esattamente il contrario di quello che fino a 10 giorni fa aveva detto”. Questo il commento, invece, del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Che aggiunge: “Il governo aveva sostenuto che la situazione italiana era migliore di quella di altri paesi, ma in realtà non lo è”.