
Sanità: sindacati Lazio e Campania, no a blocco fondi Fas
I sindacati di Lazio e Campania si mobilitano contro la decisione del Governo di bloccare i fondi Fas alle regioni con disavanzi sanitari adducendo quale motivazione il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dai piani di rientro. "In realtà questa operazione - affermano in una nota Claudio Di Berardino, Franco Simeoni e Luigi Scardaone segretari generali di Cgil Cisl e Uil di Roma e Lazio - scarica sulle regioni le difficoltà (presumibilmente di cassa) e compie una vera e propria inadempienza perché quei fondi sono dovuti proprio alle regioni che, come il Lazio, hanno accumulato nel corso del 2008 consistenti deficit sanitari".
Ora il Governo invita le regioni a trovare altrove quei soldi - 449 milioni per il Lazio -, attraverso l’ulteriore aumento dell’addizionale Irpef e dell’Irap, e l’introduzione dei ticket, avvenuti già per la riabilitazione e per le prestazioni d’urgenza(pronto soccorso). "Come Cgil Cisl Uil regionali – affermano ancora i tre segretari laziali – siamo contrari a questo genere di manovre: incrementare le tasse, che andrebbero invece ridotte, mantenere i ticket esistenti e introdurne di nuovi, significherebbe infatti colpire i cittadini della nostra regione, i più vessati d’Italia in quanto già gravati dalle aliquote Irpef e Irap più alte del Paese".
Simile la posizione espressa dalla Cgil Campania: "Nella nostra realtà, un ulteriore inasprimento della situazione non è né auspicabile, né necessario - scrive il sindacato in una nota - è piuttosto opportuno che si proceda, da parte del Governo, a garantire le risorse spettanti, che ammontano a circa 2 miliardi di euro, tuttora non concesse".
"Non esistono motivi - sostiene la Cgil Campania - per non dare risorse ad una realtà, come quella campana, con forti difficoltà finanziarie, nè ci sono ragioni che giustifichino la decisione del Governo Berlusconi di revocare i Fondi Fas e di rinviare ulteriormente la definizione del piano di riassetto ospedaliero".
Ora il Governo invita le regioni a trovare altrove quei soldi - 449 milioni per il Lazio -, attraverso l’ulteriore aumento dell’addizionale Irpef e dell’Irap, e l’introduzione dei ticket, avvenuti già per la riabilitazione e per le prestazioni d’urgenza(pronto soccorso). "Come Cgil Cisl Uil regionali – affermano ancora i tre segretari laziali – siamo contrari a questo genere di manovre: incrementare le tasse, che andrebbero invece ridotte, mantenere i ticket esistenti e introdurne di nuovi, significherebbe infatti colpire i cittadini della nostra regione, i più vessati d’Italia in quanto già gravati dalle aliquote Irpef e Irap più alte del Paese".
Simile la posizione espressa dalla Cgil Campania: "Nella nostra realtà, un ulteriore inasprimento della situazione non è né auspicabile, né necessario - scrive il sindacato in una nota - è piuttosto opportuno che si proceda, da parte del Governo, a garantire le risorse spettanti, che ammontano a circa 2 miliardi di euro, tuttora non concesse".
"Non esistono motivi - sostiene la Cgil Campania - per non dare risorse ad una realtà, come quella campana, con forti difficoltà finanziarie, nè ci sono ragioni che giustifichino la decisione del Governo Berlusconi di revocare i Fondi Fas e di rinviare ulteriormente la definizione del piano di riassetto ospedaliero".
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14/05/2010 17:52













