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Parla Flavio Lotti

Marcia Perugia-Assisi, la pace anche a casa nostra

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“Per un giorno offriamo a chi lotta per il proprio lavoro un contesto per potersi esprimere. I lavoratori sono spesso costretti a salire sui tetti. Il giorno della Perugia-Assisi non ce ne sarà bisogno. Potrebbe essere quello il loro tetto”

di Paolo Andruccioli

“La pace anche a casa nostra. La pace e la guerra non sono problemi che non ci riguardano, cose lontane che interessano solo i tanti conflitti ancora in corso, dall’Afghanistan alla Somalia. La pace è anche un nostro problema quotidiano, perché viviamo in un periodo di violazione continua dei diritti fondamentali delle persone, in una situazione che nega la serenità alle persone, a causa soprattutto dei problemi economici e della mancanza di lavoro. Cercare la pace vuol dire quindi anche ricreare un senso di comunità. Superare quella spinta all’individualismo, alla chiusura, all’abbandono della solidarietà, tendenze che oggi sembrano quasi inevitabili”.

Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace, organizzatore della marcia Perugia Assisi che si svolge il 16 maggio, ci spiega così il concetto di pace che si è scelto quest’anno come principale caratterizzazione della storica manifestazione pacifista nata da un’idea di Aldo Capitini. Secondo Lotti, per intendere correttamente il concetto di pace e soprattutto per renderlo attuale e praticabile, è necessario cominciare ad affrontare i problemi del presente con un’ottica aperta che superi i confini nazionali. “Dal tuo quartiere al mondo intero”, si potrebbe dire con una battuta. “La marcia di quest’anno – spiega Lotti – cerca perciò di dare una prospettiva nuova all’azione a favore della pace. Si tratta di far capire alle persone che le nostre preoccupazioni, i nostri assilli quotidiani rischiano di farci perdere di vista la battaglia per i beni comuni. Le paure, le angosce, le tante preoccupazioni economiche rischiano di farci chiudere sempre di più e di farci scegliere risposte sbagliate come il razzismo, l’odio nei confronti del diverso da noi. A queste risposte sbagliate è necessario invece contrapporre una prospettiva diversa, che non solo è eticamente più corretta, ma soprattutto è una prospettiva che alla lunga ci conviene. Ma quali saranno le novità di questa marcia?

“La principale novità – ci spiega Lotti – riguarda appunto proprio l’attualizzazione del concetto di pace. Il legame con i problemi italiani è indispensabile e abbiamo capito che la questione da mettere al centro di tutto è il lavoro. Lo verifichiamo tutti i giorni seguendo le tante vertenze aperte in tema di occupazione. Con la marcia vogliamo rilanciare una proposta a tutti coloro che vivono direttamente queste problemi. Vorrei dire che per un giorno offriamo a chi lotta per il proprio lavoro un contesto per potersi esprimere. I lavoratori sono spesso costretti a salire sui tetti per farsi notare e farsi ascoltare. Il giorno della Perugia-Assisi non ce ne sarà bisogno. Potrebbe essere quello il loro tetto”.

L’altro elemento di novità della marcia 2010 riguarderà la partecipazione dei giovani. Ne sono previsti migliaia per la marcia. Ma ne sono previsti tantissimi (per la precisione 5000) per un meeting preparatorio che si svolgerà nei giorni precedenti a Perugia. Si tratta di un grande convegno dove i giovani potranno esprimere i loro problemi e confrontarsi con studiosi, giornalisti, attivisti, volontari sui temi della pace. Insieme ai giovani l’altra novità dell’edizione 2010 della marcia riguarderà sicuramente la presenza degli immigrati per una cittadinanza da vivere con eguaglianza e rispetto.

E siccome uno dei temi centrali di questa marcia alla ricerca della pace e di un nuovo equilibrio sociale e perfino psicologico è il lavoro, abbiamo anche chiesto a Flavio Lotti il suo giudizio sull’attuale divisione sindacale tra la Cgil da una parte e Cisl e Uil dall’altra. “Per me – dice Lotti – il sindacato è indispensabile e dovrà essere sempre più forte in futuro. Ma per far questo è prioritariamente indispensabile spiegare ai giovani il senso stesso dell’attività sindacale. Spiegare che cos’è il sindacato, a cosa può servire. E contemporaneamente è evidente che l’attuale divisione sindacale non giova a nessuno. Mi rendo conto che è molto difficile superare i problemi che hanno portato alla rottura, ma penso che nella situazione attuale di scomposizione e frammentazione del lavoro è ancora più necessario lavorare per un sindacato unito. E credo anche che questo problema sia talmente importante che non si può più lasciare al dibattito tra esperti o tra gli addetti ai lavoro. La salute e il futuro del sindacato sono problemi che riguardano tutta la società”.


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TAGS marcia della pace perugia-assisi

14/05/2010 16:50

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