
Esteri
GB, il nuovo governo Cameron
“Non entriamo nell’euro”
La coalizione coi Lib-Dem è la prima da 70 anni a questa parte. Clegg sarà vicepremier. L’euroscettico Hague agli esteri. Guardian e Indipendent: laburisti e liberaldemocratici hanno sprecato un’occasione. Il nuovo governo e la crisi: chi pagherà?
di Scalo internazionale
Il nuovo primo ministro britannico, il leader conservatore David Cameron (43 anni), da oggi (12 maggio) è al lavoro per la formazione del suo governo insieme ai liberaldemocratici, la prima coalizione degli ultimi 70 anni in Gran Bretagna. Il leader del Lib-Dem, Nick Clegg (43 anni), sarà vice premier e altri quattro esponenti del suo partito saranno ministri. I Tories avranno George Osborne (38 anni) come Chancellor, ovvero come ministro dell'economia, l'ex capo del partito ed euroscettico William Hague agli Esteri, Liam Fox (48 anni) alla Difesa e Andrew Lansley alla Sanità.
Tra le prime notizie ufficiali c'è la conferma che la Gran Bretagna non entrerà nell'euro. Un comunicato congiunto di conservatori e liberaldemocratici chiarisce che "la Gran Bretagna non aderirà, né si prepara a farlo, all'euro in questa legislatura".
Secondo il quotidiano conservatore The Times la coalizione fra Conservatori e Liberal-Democratici che ha portato David Cameron a Downing Street è “la migliore soluzione per il Paese”.
Molto diversa la posizione dell’Independent, secondo il quale Laburisti e Lib-Dem hanno molte più posizioni in comune che il fallimento della coalizione ha vanificato.
Il giornale esclude però che si possa formare un governo conservatore sul modello di quelli “dottrinari e aggressivi degli anni Ottanta” proprio grazie alla presenza del partito di Clegg, che smusserà le richieste dell'ala destra conservatrice.
Secondo il Guardian, invece, Liberal-Democratici e Laburisti hanno sprecato un'opportunità storica per formare un'alleanza progressista. Il governo Cameron – a giudizio del Guardian - sarà guidato da un primo ministro che sembra essere un “vero Tory liberale, il rappresentante di una tradizione autentica e onorevole”. Nei prossimi mesi la coalizione dovrà superare la prova della crisi economica, e si vedrà se “ai ricchi sarà fatta pagare la loro equa parte del debito, o se il peso ricadrà sui poveri e sulle classi meno abbienti attraverso i tagli ai servizi e l'aumento dell'Iva”.
Tra le prime notizie ufficiali c'è la conferma che la Gran Bretagna non entrerà nell'euro. Un comunicato congiunto di conservatori e liberaldemocratici chiarisce che "la Gran Bretagna non aderirà, né si prepara a farlo, all'euro in questa legislatura".
Secondo il quotidiano conservatore The Times la coalizione fra Conservatori e Liberal-Democratici che ha portato David Cameron a Downing Street è “la migliore soluzione per il Paese”.
Il giornale esclude però che si possa formare un governo conservatore sul modello di quelli “dottrinari e aggressivi degli anni Ottanta” proprio grazie alla presenza del partito di Clegg, che smusserà le richieste dell'ala destra conservatrice.
Secondo il Guardian, invece, Liberal-Democratici e Laburisti hanno sprecato un'opportunità storica per formare un'alleanza progressista. Il governo Cameron – a giudizio del Guardian - sarà guidato da un primo ministro che sembra essere un “vero Tory liberale, il rappresentante di una tradizione autentica e onorevole”. Nei prossimi mesi la coalizione dovrà superare la prova della crisi economica, e si vedrà se “ai ricchi sarà fatta pagare la loro equa parte del debito, o se il peso ricadrà sui poveri e sulle classi meno abbienti attraverso i tagli ai servizi e l'aumento dell'Iva”.
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TAGS gran bretagna david cameron
12/05/2010 14:52














