“Siamo in un momento pesante, ma vorrei portarvi a una riflessione: lo spostamento dei rapporti di forza viene da lontano ed è aggravato dalle crisi che stiamo vivendo: crisi economica, sociale, ambientale e morale che hanno determinato uno slittamento di prospettive dove i diritti sono diventati la coperta troppo corta e non più un bene universale, e dove sono state deviate parole come lavoratrice e lavoratore, trasformate in cittadini e consumatori”. Così la segretaria confederale Paola Agnello Modica. Poi si rivolge a Cisl e Uil “per invitarli a sedersi di nuovo intorno a un tavolo” e sottolinea “la gravità” del provvedimento inserito nella modifica al Testo Unico per la sicurezza sul lavoro relativo alla visita medica preassuntiva: “Un insulto alla dignità più intima di una lavoratrice e di un lavoratore nel momento di massima debolezza”. Non manca la risposta al ministro Sacconi, secondo cui la Cgil è lontana dai problemi del paese, che arriva riportando una lunga serie di dati su disoccupazione, infortuni, maltrattamenti alle donne, emissioni di Co2, sfratti. “Il governo – ha detto – ha usato la crisi per non cambiare l'assetto sociale, scaricando tutti costi sul lavoro. Dobbiamo riprendere il nostro ruolo nell'economia e il tema dell'acqua è un punto di partenza”. Con il documento “I diritti e il lavoro oltre la crisi”, ha aggiunto, “abbiamo scelto di non stare negli spazi residuali, abbiamo definito un progetto per il paese condiviso dalla maggioranza delle iscritte e degli iscritti”. La segretaria ha anche denunciato “l'ingessatura dell'iter congressuale che ha impedito di sviluppare appieno le analisi e le proposte avanzate. Ora dobbiamo declinare queste scelte in un programma di lavoro per i prossimi anni che impegni il futuro gruppo dirigente e per rilanciare con fermezza le proposte e la forza della Cgil”. La segretaria ha concluso il proprio intervento ricordando i partigiani della Brigata Maiella: “Viviamo in un paese in cui c'è paura che viene deviata per condurre all'isolamento, alla chiusura, all'individualismo. Quegli uomini e quelle donne vivevano nella paura eppure hanno scelto un'altra strada, quella della solidarietà. Noi stiamo, noi siamo quegli uomini e quelle donne”.