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Congresso Cgil, Rosati: unità percorso obbligatorio

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“Spostare in avanti la discussione congressuale avendo come obiettivo il rinnovamento e il rafforzamento della nostra iniziativa politica”. Questo l’apprezzamento del segretario generale della Camera del lavoro di Milano, Onorio Rosati, nei confronti della relazione introduttiva di Epifani. Occorre superare le oggettive difficoltà del sindacato confederale in relazione ai problemi posti dalla crisi, dalle divisioni sindacali, dai cambiamenti intervenuti nella politica i cui tempi e modi di comportamento sono dettati dall’economia. Il punto centrale è capire se la Cgil è in grado di scegliere il ruolo che vuole giocare nella società o se questo ruolo viene dettato da altri e si riduce alla marginalità. Quattro priorità si pongono nello scegliere con coraggio una via d’uscita rispetto a tale alternativa: la riconquista di un modello contrattuale a carattere universale; la questione della rappresentanza e della democrazia sindacale; una seria riforma del fisco capace di avviare un’interlocuzione con pezzi della società e diversi territori; lo sviluppo della contrattazione territoriale per rafforzare la coesione sociale. “Riavviare il confronto con Cisl e Uil rappresenta un passaggio obbligato e per farlo non è utile dare lezioni sulle nostre verità ma capire quanto siamo disponibili noi a prendere in considerazione quelle degli altri”. E non vale, secondo Rosati, scegliersi un interlocutore di comodo, decidendo di dialogare con gli iscritti alle altre confederazioni anziché ai loro gruppi dirigenti. Piuttosto (e a questo serve un congresso nazionale) è importante tenere assieme e mettere a sistema i tanti episodi di tenuta unitaria che si sono sperimentate nei territori. Le iniziative contro il razzismo, la marcia per il lavoro e la mobilitazione contro la privatizzazione dell’acqua sono, a Milano, gli ultimi significativi episodi unitari. Infine una raccomandazione, quella di non avere nei confronti delle forze politiche un atteggiamento di sufficienza: se queste ultime, pur con ruoli diversi, si fanno portatrici dei stessi nostri valori non può che essere utile. Occorre tenerne conto anche nella revisione dello Statuto. (AA)

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07/05/2010 13:10

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