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Grecia: Epifani, frutto di speculazione e ritardi

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Il segretario generale della Cgil commenta di fronte ai delegati stranieri presenti al congresso di Rimini gli avvenimenti che hanno sconvolto Atene

di Carlo Gnetti

“Ciò che è avvenuto in Grecia è frutto della speculazione, dei ritardi dell’Europa ma soprattutto delle caratteristiche di questa crisi”. Così Guglielmo Epifani ha commentato di fronte alla platea dei delegati stranieri presenti al XVI congresso gli avvenimenti che hanno sconvolto la capitale del paese europeo. Il segretario generale della Cgil ha poi approfondito i risvolti della crisi economica mondiale, prevedendo una crescita della disoccupazione nei prossimi tre anni e mettendo in luce la profonda contraddizione in cui si trova in particolare: la necessità di scegliere tra politiche che mettono a rischio i conti pubblici e i sacrifici a spese dei lavoratori e del futuro dei giovani, con la probabile, conseguente esplosione delle tensioni sociali.

Ciò che occorrerebbe invece, secondo Epifani, è una politica che intervenga non solo sul lato dell’offerta secondo un modello ormai collaudato di tagli alle spese e ai servizi ma anche su quello della domanda, attraverso un intervento pubblico di qualità, il sostegno ai redditi, politiche fiscali che riducano gli oneri sul lavoro e lo trasferiscano sui beni patrimoniali, sulle case, sulla ricchezza. Epifani ha inoltre accennato alla necessità di ricorrere a strumenti nuovi per fare fronte al debito pubblico mondiale con un mercato più regolato. Uno di questi potrebbe essere la moneta unica per regolare almeno in parte le transazioni internazionali. “Tutto ciò che avviene nel mondo finanziario – ha ammesso però il segretario generale – spinge nella direzione opposta, più compatibile con la speculazione in quanto favorevole alla riduzione dell’intervento pubblico. Inoltre non riusciamo a metterci d’accordo per regolare le agenzie di rating. Figurarsi la moneta unica”.

Il rischio così, secondo Epifani, è che la crisi abbia uno sbocco politico moderato e di destra, che può tradursi in più nazionalismo, più corporativismo, più tensioni nel mondo del lavoro a danno soprattutto dei lavoratori stranieri. “In questo quadro – ha spiegato – alcune forze politiche, invece di governare la xenofobia, la cavalcano per ottenere voti nelle zone ricche e povere del paese”. Ma il problema non riguarda solo “gli altri” e il nostro governo, che certo – come ha detto Epifani – non è un campione di sensibilità sociale. “Mentre il gruppo dirigente e i nostri quadri sono tutti convinti al cento per cento, su questo temi incontriamo difficoltà crescenti nei luoghi di lavoro – ha ammesso –¬. Nelle migliaia di assemblee a cui ho partecipato ho raccolto molti consensi ma ho spesso riscontrato freddezza quando ho parlato di diritti degli immigrati. E questo segnala un problema”.



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TAGS cgil congresso cgil epifani

06/05/2010 19:03

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