Due donne e un uomo vittime dell'incendio provocato da una molotov nel centro di Atene. Venti i feriti e altri due palazzi in fiamme nel giorno dello sciopero generale contro il piano di austerità. Il paese è paralizzato. Pasok: “Situazione drammatica”
Tre persone hanno perso la vita oggi (5 maggio) negli scontri ad Atene. Sono due donne e un uomo, morti nell'incendio, scoppiato all’interno di un edificio, provocato dal lancio di una bomba molotov. Altre venti persone sono rimaste ferite. Le bombe, riferiscono le agenzie, sarebbero state lanciate da alcuni giovani incappucciati a margine della manifestazione contro il piano di austerity del governo che sarà votato domani dal Parlamento.
Nel giorno dello sciopero generale, nella capitale sono in corso violenti scontri tra manifestanti e polizia. Circa 20mila persone partecipano ai cortei di protesta. Le manifestazioni nella capitale, raccontano le agenzie di stampa, hanno preso il via poco prima di mezzogiorno e l’intero paese è rimasto bloccato dallo sciopero generale, il terzo dall'inizio della crisi.
Sono scesi in piazza i lavoratori del traffico aereo, ferroviario, marittimo e urbano. Sono chiusi ospedali, scuole, banche, uffici pubblici e negozi. Manifestano anche giornalisti, operai, impiegati, agricoltori, studenti, professori e pensionati, insieme all'intera sinistra parlamentare ed extraparlamentare e al movimento anarchico. Da ieri (4 maggio) è entrato in sciopero tutto il pubblico impiego.
Dopo la banca incendiata dove hanno perso la vita tre persone, altri due palazzi, una agenzia del fisco e un ufficio della prefettura di Atene, sono stati colpiti dal lancio di bombe molotov ad Atene Lo si appreso da fonti di polizia. Il portavoce del gruppo parlamentare del Pasok in parlamento, Petros Efthimoiou, ha detto oggi che "non erano necessari i morti per capire in quale situazione si trovi la Grecia". "Ne va del futuro del paese" ha detto Efthimiou parlando durante il dibattito parlamentare sul piano di austerità.