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Gran Bretagna, i Tories temono il “parlamento paralizzato”

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Gli ultimi sondaggi danno Cameron al 33%. I conservatori potrebbero non ottenere la maggioranza assoluta ed essere costretti a un governo di minoranza. L’ipotesi di un esecutivo liberal-laburista resta in piedi. Determinante il voto degli indecisi

di Scalo internazionale

Conservatori in vantaggio, ma non abbastanza, nella marcia di avvicinamento che separa la Gran Bretagna dal voto nazionale del prossimo 6 maggio. I pronostici e i sondaggi dicono che i Tories di David Cameron vinceranno. Ma dicono anche che la maggioranza assoluta potrebbe non esserci, creando così le condizioni per un “hung Parliament”, un parlamento paralizzato.

L’ultimo sondaggio Icm (un istituto demoscopico inglese) realizzato per il Guardian dà i Tories al 33%, seguiti a sorpresa dai liberaldemocratici di Nick Clegg al 28-29% e dai laburisti di Gordon Brown al 28%. Se questo sondaggio dovesse essere confermato dalle urne, potrebbe significare la fine politica del primo ministro laburista: arrivare terzo costringerebbe Brown a dimettersi dalla guida del Labour.

Stando al sondaggio, il 70% degli elettori britannici è pronto per un cambiamento, e solo il 25% è convinto che sia più importante preservare la continuità di un governo a guida laburista. Non ci sono quindi dubbi sulla fine di un’era politica, quella apertasi nel 1997 col primo governo di Tony Blair. Il colore politico della nuova era resta però incerto. L’exploit dei lib-dem ha infatti rivoluzionato il tradizionale scenario bipolare britannico, confermando che sempre più elettori si allontanano dai due principali partiti. E quel 33% non garantirebbe ai conservatori la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera dei Comuni. In molte circoscrizioni, inoltre, il risultato è ancora “too close to call”, troppo ravvicinato per essere assegnato a uno dei tre contendenti.

Mentre si gioca la gara a convincere gli elettori indecisi, stampa e analisti disegnano i possibili scenari dopo il voto. In mancanza di una maggioranza assoluta, Cameron potrebbe comunque formare un governo di minoranza con l’appoggio degli Unionisti dell’Ulster, sfidando poi liberali e laburisti a far cadere l’esecutivo e a tornare al voto. Cameron sfoggia sicurezza, e rompendo la tradizione ha già annunciato il programma di governo per i suoi primi 100 giorni a Downing Street.

Il leader conservatore ha invece escluso alleanze con i lib-dem. Un’ipotesi che invece potrebbe allettare i laburisti, portando a un governo di coalizione tra il partito di Brown e quello di Clegg. Anche per questo, la stampa di sinistra consiglia da diversi giorni il “voto tattico”, suggerendo agli elettori di sinistra di votare nelle diverse circoscrizioni il candidato con più chance di sconfiggere i Tories, quale che sia la sua appartenenza di partito.


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TAGS brown cameron gran bretagna tories labour clegg

03/05/2010 17:59

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